Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vino

Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vinoPer un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vinoPer un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vino

Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vino

Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vinoPer un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vino Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vinoPer un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vino

Per un giorno Pesaro si è trasformata nella capitale italiana del vinodi GIUSEPPE CRISTINI*

PESARO – Pesaro per un giorno capitale italiana del vino. Lunedì 22 maggio, verrà ricordato per questo evento.

Mentre sulle colline di Focara tra vigne incantevoli e un mare azzurrissimo,  Fattoria Mancini metteva in scena il wine day,  riservato ad operatori e clienti, ad  una manciata di chilometri, a Trebbiantico si è celebrato il Festival del Franciacorta.

Una giornata full time per me che mi sono dovuto sdoppiare nell’impresa di raccontarvi giornalisticamente le scene più belle del doppio evento. Davvero importante il fatto di avere un “double enologico” nello stesso giorno,  nella stessa città e negli stessi orari; meno utile forse alle aziende per catturare l’afflusso degli addetti ai lavori,  che hanno dovuto fare o l’una, o l’altra scelta.

Sulle vigne di Rive di Focara (un lembo di mare e terra, tra Marche e Romagna) si respiravano i profumi del Paradiso,  tra ginestre fiorite ed un  mare affascinante che invitava l’ospite a sorseggiare la nuova Cuveé di Pinot Nero vinificato in bianco di Luigi Mancini, che nel calice esprime e sussurra, ” una meravigliosa bolla appagante e super-abbinabile, con tutto” alle mie spalle,  lo scenario mozzafiato, di per sé regalava degustazione allo Spirito, mentre la mente e di palato erano attratti certamente dai vini, ma anche da tanti altri prodotti a centimetro zero. Solo affacciarsi dalla vigna e vedere il mare che avvolge il territorio, capisci che sei in un posto bello; ed i prodotti buoni nascono solo da luoghi belli, e molto spesso sono fatti da brave persone.

Ma le novità che arrivano da questo affascinante evento, con una location da sballo, non finiscono qui’  e proseguono con un progetto di alto lignaggio, sia imprenditoriale sia etico. Profilo nobile è forte quello che Fattoria Mancini, insieme ad altri giovani produttori ha messo in campo, anzi direi in vigna; ed è caratterizzato dal concetto “del  panino gourmet e della bottega delle tipicità a cm zero”

Cinque  giorni su sette, della  settimana puoi acquistare vino, prodotti di alta norcineria, formaggi d’alpeggio, ortofrutta e perché no a un tiro di schioppo dal mare anche il miglior pesce dell’Adriatico,  in un concetto di qualità, di salute, di piacevolezza senza dimenticare il richiamo turistico.

Perché dalle vigne di Rive di Focara puoi incontrare la bellezza,  tra ginestre fiorite e un mare incantevole, tra un sorso di vino e un assaggio di formaggio, tra un pane lievitato con lievito madre (che spero arriverà presto in  questa Rete di Imprese che guarda  al futuro con intelligenza  e lungimiranza ), unitamente ad una fetta di prosciutto tagliata al coltello.

“Sono convinto che questa rete di imprese,  ha fiutato il futuro” .

Soprattutto Pesaro  e le sue colline,  hanno bisogno di essere scoperte tutti i giorni dai turisti, consumatori / gourmet e appassionati di enogastronomia,  anche attraverso le produzioni tipiche, narrate, raccontate e assaggiate.

*Narratore del gusto e della bellezza

 

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