PESARO / Straordinaria serata dedicata alla poesia di Quasimodo con l’attore Roberto Rossini

PESARO / Straordinaria serata dedicata alla poesia di Quasimodo con l’attore Roberto Rossini

Straordinaria serata dedicata alla poesia di Quasimodo con l'attore Roberto Rossini

di PAOLO MONTANARI

PESARO – E’ stata una serata molto intensa e commovente, quella che si è tenuta nella sala convento del Santuario della Madonna delle Grazie, e promossa dal Centro Culturale “Santa Maria delle Grazie” di Pesaro.

Il tema la poesia e in particolare La religiosità nelle liriche di Salvatore Quasimodo, presentata in forma di recital dall’attore urbinate Roberto Rossini. Dopo i saluti del direttore del Centro Culturale Massimo Baronciani, alla presenza di padre Roseto Maria Saccà fondatore del Centro e direttore fondatore del coro della Madonna delle Grazie, il giornalista Paolo Montanari ha presentato Roberto Rossini, ex docente di materie letterarie, regista e attore. “Roberto Rossini, fin dalla fine degli anni Sessanta, ha sottolineato Paolo Montanari, ha rappresentato per le Marche, un punto di riferimento per la ricerca teatrale sperimentale, che negli anni Settanta, in Italia ha avuto degli importanti punti di riferimento: il piccolo teatro di Milano di Giorgio Strehler, le compagnie di teatro napoletano e la grande e complessa personalità di Carmelo Bene. Rossini, come tanti intellettuali marchigiani, ha lasciato Urbino, vedi Volponi, Garrone a Pesaro, Anselmo Bucci a Fossombrone, per trovare “fortuna” nelle grandi città della cultura italiana: Roma, Milano, Torino e poi Parigi.

Rossini ha conosciuto e studiato con Ida De Benedetto a Napoli. Ha fatto parte della compagnia di Mario Scaccia a Roma ed ha frequentato la scuola di Girgio Strehler a Piccolo Teatro di Milano. Ma soprattutto ha avuto l’infliuenza della più importante compagnia teatrale d’avanguardia, il LIving Theatre di Julian Beck e da questa esperienza indiretta, ha poi riportato nella sua Urbino, il significato del teatro sperimentale. Ma Rossini non ha mai abbandonato la didattica e soprattutto l’amore per la poesia, in particolare Pasolini, Quasimodo, Luzi,Bellezza e Volponi. E nella serata pesarese. dopo i ricordi legati alla grande esperienza teatrale urbinate del Centro teatrale dell’Occhio,laboratorio teatrale frai più importanti in Italia, ha letto le poesie di Ungaretti, Montale e nella seconda parte Quasimodo, il laico e non credente Quasimodo, che in alcune liriche sparse ha evidenziato una sua religiosità. Una religiosità nascosta, fra i sentimenti legati al dramma della guerra, al recupero dei valori dell’uomo. Una lettura profonda e appassionata di Rossini, che ha voluto evidenziare in una scelta accurata delle sue poesie, il passaggio dall’ermetismo di Montale, al dramma interiore ungarettiano fino ai percorsi spirituali-esistenziali di Quasimodo”.

(La foto è di Marta Fossa)

 

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