Ancora in calo (-6,5% nel trimestre, -2,8% nell’intero 2016) l’export dei distretti industriali delle Marche

Ancora in calo (-6,5% nel trimestre, -2,8% nell’intero 2016) l’export dei distretti industriali delle Marche

ANCONA – In calo l’export dei distretti delle Marche: il quarto trimestre si è chiuso con una variazione del -6,5%, mentre l’intero 2016 chiude a -2,8% rispetto all’anno precedente, un dato negativo e inferiore al totale dei distretti tradizionali italiani (+0,3%). E’ evidente che i distretti marchigiani hanno risentito del terremoto dello scorso agosto che ha colpito le province di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo.

Sono questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei Distretti delle Marche curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

“A rallentare l’export regionale – commenta Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – è stata una frenata subita nei mercati emergenti (-7,6% la variazione delle esportazioni), in particolare verso Cina, Hong Kong, Romania, Emirati Arabi Uniti e Turchia. Si conferma il momento difficile dell’export in Russia che rimane il mercato dove si registrano le maggiori perdite. Si evidenzia, invece, una lieve crescita dell’export verso i mercati maturi (+0,9%), grazie al buon andamento in Germania, Francia, Regno Unito e Svizzera.”

Dall’analisi dell’intero 2016 per singolo distretto emerge un quadro a luci e ombre: chiudono in espansione solo 4 distretti su 9. In crescita l’export delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+6,7%) nonostante la chiusura in negativo dell’ultimo trimestre, grazie all’ottimo andamento delle vendite negli Stati Uniti, in Francia, nel Regno Unito e in Canada; bene il distretto cartario di Fabriano (+8%) malgrado un quarto trimestre in calo, trainato dal buon andamento delle vendite in Francia e Germania; molto bene anche gli strumenti musicali di Castelfidardo (+10,3%) con ottime performance in Germania, Stati Uniti e Francia. Di poco positiva poi la dinamica della jeans valley del Montefeltro (+0,2%).

2016 negativo per le aree distrettuali del sistema casa: le cucine di Pesaro (-1,6%) scontano perdite di quote di mercato in Russia e Cina. Anche le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano chiudono in calo (-3,9%), a causa degli arretramenti subiti in molti sbocchi commerciali, soprattutto in Arabia Saudita.

Non positivo il quadro congiunturale di tre su quattro distretti del sistema moda della regione, a partire dalle calzature di Fermo (-6,9%) principale distretto regionale, ancora penalizzato dai

flussi verso il mercato russo. Hanno chiuso l’intero 2016 in territorio negativo anche la pelletteria del Tolentino (-7,1%) e l’abbigliamento marchigiano (-1,3%).

Lo scenario sul mercato del lavoro, analizzato attraverso i dati della Cassa Integrazione Guadagni, resta complesso. Nel 2016 il ricorso alle ore di CIG delle imprese dei distretti regionali ha evidenziato un forte aumento, portando il monte ore a 13,7 milioni, rimanendo comunque al di sotto dei livelli di massimo storico toccati nel 2014. Su questa situazione pesa soprattutto il balzo delle ore autorizzate di CIG straordinaria nel distretto delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, che sottende fenomeni di crisi strutturali.

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