All’Università di Ancona Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”

All’Università di Ancona Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”

All’Università di Ancona Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”All’Università di Ancona Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”All’Università di Ancona Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”

di MASSIMO CORTESE

ANCONA – Martedì, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Ancona, l’ex Capitano dell’Esercito Afghano Farhad Bitani ha presentato il suo libro “L’ultimo lenzuolo bianco”. Non voglio dire cose scontate, ma si è trattato di un incontro molto significativo per me e per tutti i partecipanti all’incontro, nel quale si è affermata una strana alchimia fra lo scrittore e i presenti, .attenti ad assaporare ogni singola parola dello scrittore.

Questi ha parlato della sua vita in Afghanistan, una delle terre più calde del pianeta, e non certo per ragioni climatiche. Bitani ha parlato in lungo e in largo, senza fare sconti a nessuno, con una fermezza e una serenità di giudizio che gli fa onore, dicendo cose terribili ed esaltando il cuore nuovo che l’ha trasformato in un messaggero dei valori della pace e della pacifica convivenza. Il libro presenta un’appassionata prefazione del giornalista Domenico Quirico, che noi tutti ricordiamo per i suoi cinque mesi di prigionia in Siria.

L’incontro è stato introdotto dal rettore Sauro Longhi, che ha voluto parlare senza microfono per farsi seguire meglio: due sono le figure che lo hanno colpito: lo studente filippino Daniel, che studia grazie alla luce di un lampione, in quanto la sua casa è sprovvista di energia elettrica, ed una coppia di profughi siriani che ha percorso tanti chilometri lungo i binari ferroviari ungheresi con i figli sulle spalle.

Al seguitissimo intervento di Bitani ha fatto seguito una fittissima serie di domande da parte dei numerosi presenti, alcuni dei quali stranieri, giunti qui in Italia probabilmente grazie al progetto Erasmus. È risultato molto significativo il commovente intervento di una giovane musulmana nata in Italia, che ha ribadito la necessità che venga maggiormente studiato Il Corano, per favorire la pacifica convivenza e la conoscenza fra tutti.

Ah, ce ne fossero di incontri così che fanno bene al cuore!

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