“No alla chiusura della Polizia postale di Pesaro”

“No alla chiusura della Polizia postale di Pesaro”

La senatrice Camilla Fabbri ha presentato una interrogazione al Ministero dell’Interno

ROMA – Un’interrogazione al Ministro dell’Interno relativamente alla Polizia Postale di Pesaro, affinché non sia chiusa, è stata presentata dalla senatrice Camilla Fabbri. Il Ministero dell’Interno, infatti, sta varando una modifica dell’organizzazione delle Forze di Polizia che porterebbe, nelle Marche, alla soppressione della Polizia Postale di Pesaro e alla sopravvivenza del solo presidio di Ancona. “Si tratta di un danno enorme soprattutto per i cittadini – scrive Fabbri nella sua interrogazione- che perderebbero un efficace punto di riferimento, in un’epoca come quella attuale in cui i crimini come il cyberterrorismo, il cyberbullismo, la pedofilia e le truffe on-line stanno dilagando”. Secondo Fabbri “nella sola città di Pesaro la Polizia Postale riceve ogni anno un volume di oltre 400 denunce, un quantitativo notevole che è stato confermato in ognuno degli anni dal 2010 al 2016, per un totale di oltre 2800 segnalazioni per truffe, furti di identità, diffamazioni on-line e altri reati. Nel 2016 il nucleo ha effettuato oltre 20 operazioni legate alla pedopornografia e coinvolto più di 70 scuole nei progetti volti alla prevenzione del cyberbullismo e ad un uso consapevole della rete e dei social network”. Il rischio, evidenziato nell’interrogazione, sarebbe dunque doppio: “il presidio di Ancona, unico rimasto, si caricherebbe di tutto ciò che accade nella Regione” mentre “gli agenti della Postale, ricollocati nelle questure, andrebbero a coprire le posizioni vacanti, disperdendo un patrimonio di esperienze e professionalità maturate in anni di lavoro in un campo molto specifico come quello dei reati informatici”. Per questo, chiede la senatrice, “se a seguito delle argomentazioni esposte, non si ritenga opportuno mantenere il Presidio della Polizia Postale di Pesaro”.

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