PESARO / La conferenza su Caravaggio ha avviato il ciclo delle lezioni sull’arte

PESARO / La conferenza su Caravaggio ha avviato il ciclo delle lezioni sull’arte

PESARO – Con la conferenza Caravaggio nostro contemporaneo, tenuta dal critico d’arte Gualtiero De Santi, ha preso il via presso la Sala Rossa del Comune di Pesaro, il ciclo dal titolo Lezioni sull’arte, a cura di Paolo Montanari. L’iniziativa culturale promossa dall’Assonautica di Pesaro e Urbino e dall’associazione culturale Pegasus ha il patrocinio del Comune di Pesaro-Assessorato alla Bellezza, dell’Arcidiocesi di Pesaro, dell’Università agli studi Carlo Bo di Urbino, della Regione Marche Assemblea legislativa e della Provincia di Pesaro e Urbino.

Una vera lectio magistralis quella tenuta dal prof. De Santi, che ha analizzato l’opera di Caravaggio analizzando le opere principali, tenendo conto dell’iter cronologico della vita dell’artista. Michelangelo Merisi nacque il 29 settembre 1571 a Milano da una famiglia benestante. Riconoscendo le doti artistiche di Caravaggio, venne mandato a bottega a Milano da Peterzano, dove verrà avviato al mestiere di pittore. E fu la signora Costanza Sforza, la sua prima scopritrice. Per Caravaggio sono anni fervidi di apprendimento ma anche di sofferenza per la morte del padre per peste e il fanatismo religioso del cardinale Borromeo contro le soldataglie spagnole. In Caravaggio l’aspetto religioso, legato anche agli avvenimenti ecclesiastici come il Concilio di Trento, lasceranno sempre un segno nel suo spirito ribelle. Intanto iniziò a girovagare per la Lombardia in cerca di un suo stile e studia i pittori del suo tempo: Moretto, Savoldo, Moroni. Ma è il soggiorno a Roma nel 1592, preceduto dalla studio dell’Ultima cena di Leonardo e da una probabile visita a Mantova per vedere le opere di Giulio Romano, ad imprimergli quei connotati che fino dalle sue opere lo caratterizzeranno e creeranno la scuola detta del caravaggismo.

I primi anni furono duri per Caravaggio, anche perché non fu soddisfatto del cosiddetto mecenatismo dei Colonna-Sforza. Per lui si aprirono le porte dello Spedale della Consolazione ed iniziò a conoscere il mondo povero, le taverne, le prostitute della città eterna. Con la sua prima opera il Fanciullo che monda un frutto, di cui poi realizzerà numerose repliche, Caravaggio inizia a farsi conoscere. Le figure del ragazzo a mezzo busto a sbucciare la frutta, il morso del ramarro, saranno i primi capolavori di Michelangelo Merisi. Partendo dalle nature morte, l’imitazione naturale di Plinio, Caravaggio approda nel 1593 alla bottega del Cavalier d’Arpino, grande pittore ma soprattutto grande commerciante che comprese subito la grandezza di Caravaggio. Il vero fine pittorico per il grande artista lombardo era e resterà la rappresentazione del vero.

Dopo la bottega del Cavalier d’Arpino iniziano di nuovo gli anni della povertà e di nuovo Caravaggio diviene il pittore delle strade, delle taverne, di una prostituzione considerata illegale, ma che rimaneva una risorsa per i poveri. Caravaggio conosce la violenza il mondo dei bari e li dipinge con quel senso drammaturgico, che lo caratterizzeranno per sempre. Il gioco delle luci e delle ombre, che soprattutto nella Vocazione di San Matteo a S.Luigi dei Francesi, lo renderanno talmente celebre da definirlo il primo regista della storia del cinema. Chi prima di lui aveva raggiunto quella intensità e tonalità di colori? L’ingresso di Caravaggio nel palazzo del cardinale Del Monte coincidette con la realizzazione de Il Suonatore di liuto, commissionato da Vincenzo Giustiniani. Qui Caravaggio ebbe il mondo anche di confrontarsi con la scienza del suo tempo e la musica .Ma tornando la gioco di luce e del buio, possiamo affermare, che in questa linea stilistica Caravaggio continuò il suo drammatico peregrinare fino alla misteriosa morta.

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