Nelle Marche ferite c’è tanta voglia di ripartire

Nelle Marche ferite c’è tanta voglia di ripartireNelle Marche ferite c’è tanta voglia di ripartire

Viaggio nel Piceno, tra le macerie di Arquata del Tronto e la voglia di ripresa respirata a Grottammare. Il marchigiano non molla, ma serve anche un concreto – ed immediato – intervento della politica regionale e nazionale

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Nelle Marche ferite c’è tanta voglia di ripartiredi GIUSEPPE CRISTINI
GROTTAMMARE – Viaggio nel Piceno a sette mesi dal sisma e con l’estate alle porte. C’è voglia di ripartire, il marchigiano non molla.
Mi sono spinto fino ad Arquata del Tronto, per capire in quali condizioni si vive e con quali speranze. Ho trovato strade perfette, un bar con la scritta “Arquata, riparte da qui”, motociclisti romani, che attraversano queste belle montagne: Poi Acquasanta Terme, vivace. Certo che serve la solidarietà e l’altruismo, ma chiediamo soprattutto ai turisti, di scegliere, in sicurezza, la nostra regione.
Qui si vive di speranza e di ricordi. Le Marche sono pronte a ripartire. Anche se i progetti sonoramente bocciati negli ultimi tempi, soprattutto in ambito culturale, fanno impallidire. Prima viene bocciata Urbino (circa due anni fa) come Capitale europea della Cultura per il 2019, poi Recanati due mesi fa, Come capitale italiana per il 2018. Queste batoste meritano una riflessione profonda ed interiore: poteva essere il rilancio, invece è un’altra tegola che si abbatte su una regione fin troppo martoriata.
Messe da parte le inutili paure, serve ora un rilancio: un sano e tipico protezionismo marchigiano (lungo almeno anno, soprattutto a tavola). Da oggi consumiamo prettamente marchigiano, non a chilometro zero, ma … a centimetro zero.
Nei negozi, nei supermercati e nei ristoranti, chiediamo prodotti marchigiani, acquistiamoli direttamente nelle botteghe tipiche: dall’acqua al caffè, dal pane all’olio, del pesce al vino, dai salumi alla birra artigianale.
Sfidiamo i turisti e coinvolgiamoli, con la convivialità che ci contraddistingue.
La stagione estiva è alle porte. Proponiamoci, con una visione sorridente e non piagnucolosa, andiamo in controtendenza: “noi ci mettiamo le idee”, mentre la politica attende.
Richiamiamo un pubblico trasversale: i giovani con le degustazioni tutti i giorni, concerti sulla spiaggia per le famiglie (quelli che ci avevano promesso Marcorè e company non li ho visti), va recuperata una certa spensieratezza, fatta di lunghe serate musicali, per coppie che amano la notte, perché come si dice da noi, il mare ispira e regala vita.
Il terremoto al mare non esiste, il rischio non esiste. Qui non c’è la faglia terrestre, che è solo rappresentata dall’acqua. E se non arriva uno tsunami (impossibile con il Mare Adriatico che è un grande lago) non dobbiamo aver paura.
E pensando al mare, da Arquata del Tronto sono sceso a Grottammare, dove ho incontrato ristoratori che hanno il coraggio di osare. Ho pranzato al Bistrot Kursaal e con questi imprenditori abbiamo parlato di futuro. Alessandra, cuoca di questo meraviglioso locale, sprigiona il vero orgoglio marchigiano e, guardando il mare e le palme, ci rassicura dicendo: “Dalle spiagge del San Bartolo, passando per il Conero, attraversando al nostra perla dell’Adriatico, fino alla Riviera delle palme, c’è tutto quello che si può pretendere da una vacanza di mare. Qui non esistono paure, ma solo sole e divertimento”.
Alessandra è una mamma/cuoca che cucina con sensibilità e ama i bambini. Nel suo Bistrot, assieme al cuoco indiano Kumar e a suo figlio Roby, svolgono una missione: fare felici gli ospiti. Entri in sala, e ti trovi davanti un giardino verticale, fatto di spezie ed erbe aromatiche. I piatti danno sicurezza e respirano quelle stesse spezie che hai davanti agli occhi: spaghetti, vongole, zenzero e un pacchero allo scoglio, con note agrumate di fine freschezza e fragranza; antipasti ben fatti, dove non manca mai un tocco di femminilità.
La musica di sottofondo che ci accompagna, la piacevolezza del luogo e la qualità dei piatti, per un momento mi fà dimenticare Arquata del Tronto.
Chi decide di venirci a trovare per una vacanza breve o lunga, sostiene moralmente ed economicamente l’intera regione, anche se è Ascoli, la provincia più duramente colpita.
*Cavaliere del gusto e della bellezza

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