I colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del Tronto

I colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del Tronto

I colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del TrontoI colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del TrontoI colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del TrontoI colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del TrontoI colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del TrontoI colori della Street Art sui massi del molo di San Benedetto del Tronto

di TONINO ARMATA

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il problema dei cosiddetti graffiti urbani riassume bene il problema della società di massa (per questo se ne parla tanto). Tutti sentono di avere il diritto di esprimersi e di essere “qualcuno”. Pochi hanno la capacità di farlo a un livello decente. I muri e i giardini della città di San Benedetto del Tronto esprimono implacabilmente questo gap: per ogni metro quadrato di arte c’è un chilometro quadrato di patetico esibizionismo. I writers, in genere, rifiutano questa discriminante estetica: sostengono il diritto all’espressione di massa, ovviamente a scapito dello sguardo pubblico costretto a sorbirsi, in aggiunta alla bruttezza urbana, la bruttezza vanamente riparatoria di orribili graffiti. Né è facile escogitare soluzioni “selettive”, tendenti a impedire o cancellare l’espressione del brutto e valorizzare l’espressione del bello: il mercato, che oggidì piaccia o non piaccia è il selezionatore quasi unico della qualità (vera o presunta) non ha potere sui muri e nei giardini. La libera espressione del sé è il solo criterio (iperdemocratico) che governa il graffitismo. Diciamo che, almeno per il momento, è un criterio ancora molto immaturo e generico. Produce quantità e non qualità. Mediocrità e non fantasia. E fa rimpiangere – che tristezza – perfino l’arbitrio e le speculazioni del mercato dell’arte.

Scorrere le opere dipinte sulle facciate dei massi colorati con fantasia costeggianti il molo di San Benedetto del Tronto, è per gli occhi dei passanti e dei turisti, una esplosione di colori che li investe emozionandoli.

Proprio la reazione che la Street Art al molo di San Benedetto del Tronto vuole provocare, è portare i colori sui massi, ridare nuova vita a un molo maltrattato e dimenticato con tanti disegni, significa regalare un attimo straordinario di intima e personale sorpresa a chi fa quel tragitto da sempre, costringendolo a rallentare per ammirarlo.

Parecchi possono essere gli appellativi per definire street artist: pittori, scenografi, illustratori, cartoonisti e appassionati viaggiatori. È proprio il viaggiare a sostanziare le loro opere che traggono ispirazione dalla complessa rete delle relazioni umani che sperimentano e osservano durante i viaggi di mare in mare e che annotano nei loro taccuini di viaggio, pieni di sketch, volti, espressioni, atmosfere scene e scenari che poi scivoleranno dal foglio di carta al masso sul molo dove i soggetti si uniformeranno allo sfondo del mare integrandosi armoniosamente nel contesto marino.

(Le foto sono di Francesco Armata)

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it