Julija Samsonova-Khayet cura la regia della Traviata di Verdi

 Julija Samsonova-Khayet

Julija Samsonova-Khayet cura la regia della Traviata di Verdi

 Julija Samsonova-Khayet  Julija Samsonova-Khayet

 Julija Samsonova-Khayetdi PAOLO MONTANARI

PESARO – Intervista al mezzosoprano Julija Samsonova-Khayet, lituana di nascita, cattolichina d’adozione. Interprete di raffinata eleganza e di forte presenza scenica, possiede la voce calda dal timbro ambrato ed avvolgente.

Nata nel 82, consegue il diploma in direzione di coro, pianoforte e canto presso il Ginnasio delle Arti “ M. K. Ciurlionis “  a Vilnius Lituania. In seguito studia presso il Conservatorio G. Rossini  a Pesaro dove ottiene laurea di canto con 110 e lode sotto la guida di M° E.Dundekova ed all’Accademia d’Arte Lirica a Osimo. Frequenta l’Accademia di Perfezionamento per i cantanti lirici al Teatro del Maggio Fiorentino e l’Accademia di Perfezionamento presso i Teatri S.P.A di Treviso in collaborazione con il Gran Teatro “ La Fenice “ Venezia. Viene selezionata ed invitata dal M° Dalton Baldwin a frequentare la prestigiosa Accademie Musical de Villecroze in Francia, riceve la borsa di studio di Raina Kabaivanska per studiare all’Accademia Chigiana di Siena.

Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali quali: Concorso As.Li.Co a Como nel 2005 , Concorso di Musica Sacra nel 2006 a Roma ,Primo premio assoluto , Concorso Vinas Barcelona nel 2007 – premio speciale ,Concorso “ Segattini “ Venezia nel 2007 – secondo premio, Finalista e vincitrice del premio speciale al Concorso “ Renata Tebaldi “ a San Marino nel 2007, Concorso “ Città di Bologna “ nel 2009 – primo premio assoluto, premio del pubblico e della critica, al debutto all’Opera de Lorraine a Nancy il suo talento viene riconosciuto e premiato da Nancy Opera Passion – Francia. Vince il terzo premio al Concorso Martinelli-Pertile nel novembre del 2016.

Si è perfezionata con numerosi artisti di fama internazionale quali: Robert Kettelson, Giuseppe Sabbatini, Giulio Zappa, Tiziana Fabbricini, Ph. Gossett, Enzo Dara, B. Manca de Nissa, B. de Simone, A. Patalini, R. Gimenez, P. Coni, Josè Cura, D. Baldwin, L. Nubar, R. Barker, Dennis O’Neill, Regina Resnik, Italo Nunziata, F. Fussi, Roberto Servile, C. Morganti,  Sylvia Sass, A. Bertacchi, B. Baglioni. Attualmente prosegue il suo perfezionamento con la Sig.ra Raina Kabaivanska.

Ha cantato in teatri : Teatro del Maggio Fiorentino, Teatro Comunale di Bologna, Teatro  Malibran di Venezia, Rossini  Opera  Festival  Pesaro, Teatro Titano di San Marino, Teatro  La Fortuna  di Fano, Wildbad  Rossini Festival – Bad Wildbad, Teatro Nazionale di Jerevan Armenia, Teatro  Nazionale di  Sofia Bulgaria, Teatro La Pergola Firenze, Teatro Guardassoni Bologna, Opera de Lorraine  Nancy, Festival  Pezenas Francia , Teatro Nuovo Torino, Teatro dell’Opera di Firenze, Teatro Regio di Torino,  Opera Gent, Opera Antwerpen Belgio, Teatro Sociale di Rovigo, Teatro La Fenice Venezia, Teatro Carignano Torino, Teatro alla Scala Milano.

La Domenica  5 marzo al Teatro della Regina di Cattolica porterà in scena il suo primo lavoro registico della Traviata di Giuseppe Verdi.

Ci sveli un po’ come sarà concepito lo spettacolo di questa Traviata

Essendo la prima volta per me in veste di regista sono partita con i piedi di piombo, cioè ho scelto una interpretazione piuttosto tradizionale ed intimista, cercando di aderire al massimo allo spartito di G.Verdi ed il romanzo di Dumas La Dama delle Camelie. Lo spettacolo sarà allestito in stile anni 20. Vorrei sottolineare un particolare che ho voluto tantissimo in questo allestimento – e sono le proiezioni animate, che danno il tocco necessario per  definire la scena e dare la giusta prospettiva. In realtà la musica di Verdi è già di per sé molto descrittiva e non necessita di particolari invenzioni.

Secondo Lei il tema della Dame delle Camelie è tuttora attuale?

Penso sia attualissimo. Il grande genio di Verdi è stato proprio quello di creare i personaggi eterni, ma non idealizzati, anzi appartengono ai gruppi sociali rimarginati , basti pensare al gobbo Rigoletto, una zingara e una prostituta. Sono temi traducibili e sensibili nei nostri tempi. Finchè la Violetta nonché Marguerite Duplessis vive facendo la prostituta la società accetta il suo stato, perché appartiene a un gruppo sociale che con la propria esistenza non turba la coscienza altrui purchè rimanga circoscritto. Ma non appena una prostituta ambisce a una vita normale, occupando lo status di una ragazza qualunque della sua età, ecco che quella stessa società non la accetta più. Sono le storie riconducibili anche ai tempi nostri, potrebbero riferirsi a chiunque di noi.

Ci spieghi un po’ la Sua visione dei personaggi principali

Ci sono due personaggi molto forti e sono Violetta e Padre Germont, due mondi opposti che si incontrano, lottano, si amano e si odiano in persona di Alfredo Germont. Quest’ultimo è schiacciato dalla volontà del suo padre da un lato e dal sacrificio di Violetta con il quale vuole dimostrare alla società di poter essere degna di sentimenti profondi e puri. Alfredo  è incapace di scegliere e ribellarsi perché incontro ed il conflitto di due mondi cosi distanti all’apparenza vive dentro di lui. Cè un altro personaggio non meno importante è la Società stessa che viene rappresentata dal Coro. Ho voluto dare particolare attenzione a quest’ ultimo, perché loro sono sia spettatori inermi del dramma sia i carnefici. Nel finale del 2° Atto in casa di Flora il Coro sarà vestito con i costumi del carnevale, è una festa in maschera. Niente è a caso nella partitura di Verdi. Proprio quando tutti si divertono di nascondersi dietro le maschere più svariate, Alfredo la toglie mostrando a tutti l’animo ferito di un uomo che ama, ma che non è in grado di comprendere. In quel punto cè il bellissimo ingresso del Padre Germont, a quale Verdi dona la parola scenica di grandissimo valore – “ Disprezzo degno se stesso rende chi pur nell’ira la donna offende “ . Battute che a mio parere ironiamente vengono indirizzate solo ad Alfredo. In realtà questa donna viene continuamente offesa da tutti anche da lo stesso Germont padre. Queste sono le mie piccole idee, ragionamenti  che potrebbero essere discutibili ma dalle quali io parto per disegnare una mia visione di questa Traviata.

Invito a tutti di non perdere questo bellissimo spettacolo che verrà arricchito anche dal lavoro stupendo del Corpo di Ballo. Oltre al tradizionale ingresso delle Zingarelle e Mattadori ci sarà un emozionante passo a due nel Preludio del 3° Atto. Ringrazio da tutto il cuore la coreografa Antonella Bartolacci ed il Corpo di Ballo della Sua Accademia, che hanno accolto il mio invito e hanno lavorato con una professionalità degna dei grandi Teatri.

Approfitto infine di ringraziare tutti gl’interpreti, le masse artistiche Coro e l’orchestra per il bellissimo lavoro svolto. E che Dio ci aiuti in questa impresa e molte altre che prevediamo nel prossimo futuro.

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