Tonnellate di sabbia – l’oro della spiaggia di velluto di Senigallia – finiscono ogni anno in discarica

SENIGALLIA / Tonnellate di sabbia - l’oro della spiaggia di velluto - finiscono ogni anno in discarica

Tonnellate di sabbia – l’oro della spiaggia di velluto di Senigallia – finiscono ogni anno in discarica

Nuova denuncia del consigliere comunale Giorgio Sartini che presenta i dati forniti dall’Azienda Servizi Ambientali che gestisce l’impianto di Corinaldo. La beffa del conseguenziale aumento della Tari

SENIGALLIA / Tonnellate di sabbia - l’oro della spiaggia di velluto - finiscono ogni anno in discaricaSENIGALLIA / Tonnellate di sabbia - l’oro della spiaggia di velluto - finiscono ogni anno in discarica

di ELPIDIO STORTINI
SENIGALLIA – Senigallia è la città della “spiaggia di velluto”, uno slogan – coniato dal giornalista e fotografo Mario Carafoli per la sua finissima sabbia dorata – che ha contribuito a farla apprezzare in tutto il mondo.
E Senigallia è anche – e soprattutto – una città che vive di turismo. Che ha scelto di vivere di turismo. E che, proprio per questo ha allontano le imprese (non solo quelle inquinanti) dal centro, o dall’immediata periferia, con precise – ed anche giuste o, quantomeno, giustificate – scelte politico-amministrative.
Eppure questa sua sabbia dorata, l’oro di questa città, la cui economia – diretta e indiretta – è basata ormai quasi unicamente sul turismo, non viene salvaguardata come si dovrebbe. Tanto che è sempre meno, con la ghiaia che sta prendendo campo.
E la sabbia, quest’oro di Senigallia, finisce anche – e purtroppo, diciamolo con molta chiarezza – in quantitativi sempre più massicci nella discarica comprensoriale di San Vincenzo, a Corinaldo. Per giunta, con un aggravio di costi per i senigalliesi. Per cui, oltre al danno c’è perfino la beffa dell’aumento, conseguenziale, della Tari, visto che ciò che si porta in discarica si pesa e si paga. Per cui più si porta (anche quello che non sarebbe opportuno portare…) e più si paga.
E proprio, a proposito della Tari, a lanciare l’allarme – visto il silenzio totale (su tutto, non solo su questo) di chi siede, nel Consiglio comunale di Senigallia, sui banchi della maggioranza -, è l’esponente della lista civica Senigallia Bene Comune, dottor Giorgio Sartini.
“La responsabilità dell’aumento della Tari, pagato dai cittadini – afferma, con molta chiarezza, Giorgio Sartini – ricadono sulla Provincia, sul Comune e, in primo luogo sulla ditta (EcoDemolizioni), tenuta a differenziare il materiale da conferire in discarica, ditta che non ha lavorato invece adeguatamente”.
Secondo il consigliere comunale di Senigallia Bene Comune, Giorgio Sartini “la maggioranza ha motivato l’aumento della Tari con la necessità di coprire i maggiori costi dovuti al conferimento in discarica di materiale spiaggiato”. Ma le schede inviate a Giorgio Sartini dalla direzione dell’Asa (Azienda Servizi Ambientali) di Corinaldo dimostrano in maniera inequivocabile, dati alla mano, che nel 2015 e nel 2016 l’80% del materiale conferito in discarica è costituito da sabbia e non da organico.
“Nel contratto in essere per la pulizia della spiaggia – afferma sempre Giorgio Sartini – risulta che la ditta è tenuta a differenziare il materiale da conferire in discarica dalla sabbia, ma è evidente che questo non sia stato fatto. Secondo i dati che ci sono stati inviati, su nostra richiesta, di 1.777.041,42 euro di costi, ben 1.435.849,47 sono stati pagati per smaltire in discarica la sabbia, e non l’organico”.
Ed è per questo che Senigallia Bene Comune ha presentato al sindaco – ed al presidente del Consiglio comunale -, attraverso il suo rappresentante, Giorgio Sartini, una interrogazione per comprendere quali provvedimenti il Comune intenda prendere nei confronti dell’azienda che si occupa della pulizia della spiaggia. Ma per Giorgio Sartini “l’Amministrazione comunale è comunque responsabile per non aver vigilato adeguatamente, anche in considerazione del danno apportato alla spiaggia stessa, visto che sono state portate via tonnellate di sabbia”.
Purtroppo, quello dell’aggravio dei costi per lo smaltimento dei rifiuti e per il danno apportato alla spiaggia di velluto, con l’asportazione di tonnellate di sabbia dorata, è un problema. Un problema serio. Molto serio, al quale il sindaco Maurizio Mangialardi che – giustamente – ci ha detto di volersi impegnare per il bene di Senigallia fino all’ultimo giorno del suo mandato, dovrà dare un’adeguata – e, soprattutto, credibile – risposta. La sabbia – di cui la natura l’ha dotata – resta l’oro di Senigallia e non può diventare, all’improvviso, un costo aggiunto per chi vi abita. Anche perché non si tratta di materiale da smaltire, bensì da salvaguardare.

Nelle foto: uno dei mezzi a disposizione della ditta che si occupa della pulizia della spiaggia; la spiaggia di velluto dopo una mareggiata; una delle schede inviate dalla direzione dell’Asa di Corinaldo al consigliere comunale Giorgio Sartini

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