PESARO / Nella chiesa di Sant’Agostino apprezzabile concerto per l’Epifania del Coro Polifonico San Carlo

PESARO / Nella chiesa di Sant’Agostino apprezzabile concerto per l’Epifania del Coro Polifonico San Carlo

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Tradizionale concerto per l’Epifania, in una chiesa storica di Pesaro, scrigno d’arte, quella di Sant’Agostino, del Coro Polifonico San Carlo. Una delle formazioni storiche di Pesaro, con oltre 50 elementi e due sezioni femminili, soprani e contralti con vocalità molto buone, che in certe occasioni  coprono i tenori e i bassi. Ma il giusto  equilibrio vocale spetterà trovarlo al direttore del coro, con la sua lunga  esperienza anche nella direzione orchestrale.

Un programma ricco, in una chiesa gremita di persone, che ha attraversato secoli di storia della musica. Il coro San Carlo è stato accompagnato dal quartetto d’archi dell’Orchestra sinfonica Rossini. Si è iniziato con un brano religioso, il Credo dalla Messa di Santa Cecilia di Gounod. Un pezzo breve con dei pianissimi molto delicati che hanno caratterizzato il movimento musicale corrispondente a quello  liturgico. Si è poi passati a due brani musicali,il Misericordia Dominum, dal Requiem di Mozart, che nella sua grandiosità musicale, ha fatto simbolicamente da richiamo musicale all’anno giubilare sulla Misericordia indetto da Papa Francesco. E dell’esecuzione magistrale che il Coro San Carlo ha già fatto del Requiem di Mozart, abbiamo più volte scritto, con la capacità di passare dai pianissimi ai forti nell’articolazione delle varie sezioni vocali.

Di seguito il notissimo Ave Verum di Mozart, uno dei brani liturgici più eseguiti al mondo. Il Coro San Carlo anche in questo caso, e viene proprio da dire che il repertorio mozartiano è congeniale al coro pesarese, ha dato una esecuzione perfetta, con i pianissimi perfetti, perchè l’Ave Verum è soprattutto una preghiera. Si è poi passati alla maestosità musicale orchestrale e vocale dell’Alleluhia di Haendel, ripetuto poi anche come bis e qui l’intepretazione femminile, come dicevamo all’inizio ha prevalso e in certi casi coperto le vocalità maschili. In ogni caso una esecuzione molto buona e infine del grande compositore inglese è stato presentato l’Inno dell’Incoronazione in onore del re Giacomo I. Nell’intervallo del concerto il quartetto d’archi dell’Orchestra Sinfonica Rossini, ha deliziato il pubblico con un brano malinconico e drammatico, tipico della musica nordica, di Sibelius e la pianista accompagnatrice del coro Giorgia Buccellati insieme ad un altro giovane pianista, ha eseguito un brano a 4 mani per pianoforte, Natale,Natale di Ottorino Respighi.

La seconda parte del concerto, era la più attesa dai musicofili, perché per la prima volta in assoluto veniva eseguito il Gloria di Poulenc, musicista francese che ha attraversato parte della sua attività nel Novecento. Anche per lo scrivente il Gloria, risultava una composizione sacra mai ascoltata. La suddivisione del Gloria in sei movimenti con l’Amen finale e con l’intervento del soprano solista Ceccarelli, ha provocato emozioni alterne. Infine l’Amen con un finale dove il piano ha concluso una composizione, che a dire il vero andrebbe riascoltata, per dare un obiettivo giudizio. In ogni caso grande successo per il concerto del Coro San Carlo.

(La foto è di MARTA FOSSA)

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