Nel 2016 è cresciuto del 15% l’export di olio marchigiano

 Nel 2016 è cresciuto del 15% l’export di olio marchigiano

 Nel 2016 è cresciuto del 15% l'export di olio marchigiano

ANCONA – Sono cresciute del 15 per cento le esportazioni regionali di olio d’oliva nel 2015. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche sulla base dei dati Istat sul commercio internazionale relativi al periodo gennaio-settembre. Un risultato positivo che è anche la conferma del dato dell’export di prodotti agroalimentari che è cresciuto complessivamente del 7 per cento nello stesso periodo. Il dato confortante dell’export non consola però i produttori regionali rispetto al crollo del raccolto registrato, un -56 per cento che è il dato peggiore di tutta Italia. Dinanzi a tale situazione, denuncia Coldiretti, cresce purtroppo il pericolo delle frodi, con il rischio di vedersi spacciare per marchigiano olio fatto con olive straniere.

Il consiglio è dunque di verificare le etichette e, dove possibile, acquistare direttamente dai produttori. Ma occorre anche una piena applicazione della legge salva-olio, dal controllo di regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata, al rispetto dell’obbligo del tappo antirabbocco, che continua a essere disatteso in tre ristoranti su quattro. Il settore olivicolo nelle Marche conta 22mila aziende su una superficie di circa 10mila ettari di oliveti, con 80 frantoi attivi.

Per quanto riguarda il biologico, la aziende sono 1.000, per una superficie di circa 1.600 ettari. Il valore della produzione olivicola marchigiana è di 25 milioni di euro (2015), mentre quello dell’export ammonta a 2,3 milioni di euro (dato 2015). Le Marche vantano anche due Dop nel settore olivicolo (Olio di Cartoceto Dop e Oliva Ascolana del Piceno Dop), mentre è in arrivo la Igp Marche.

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