PESARO / In un libro la storia di Benvenuto Pagnoni, un artigiano dalla vita movimentata

PESARO / In un libro la storia di Benvenuto Pagnoni, un artigiano dalla vita movimentata

di PAOLO MONTANARI

PESARO – E’ una storia che potrebbe avere un risvolto cinematografico, andando a rispolverare episodi di abbandoni, orfanotrofi, di cui il simbolo universalmente riconosciuto è Charlie Chaplin con il suo famoso The Kid, il Monello, o uno dei personaggi umani e sofferenti dell’infanzia londinese tratti dalla penna di Dickens, come Oliver Twist.

E’ invece la vita vissuta da un noto artigiano, Benvenuto Pagnoni Giorgini, oggi famoso panettiere, che dà lavoro a numerose famiglie. Lo stesso sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, nel presentare il libro dal titolo “Benvenuto” Il cammino di un nonno, ha espresso meraviglia, che il personaggio Benvenuto Pagnoni Giorgini, si sia trasformato in scrittore, ma ha aggiunto che Pagnoni con la tigna che contraddistingue i pesaresi, da una infanzia dolorosa, ha saputo costruirsi una sua vita, la sua famiglia ora contornata anche dai nipoti ed un lavoro che lo ha completato come uomo.

E lo stesso Pagnoni, come è conosciuto a Pesaro ha voluto sottolineare come “Io non ho la pretesa di essere uno scrittore. Con questo libro volevo creare qualcosa di nuovo, che potesse incuriosire ed essere letto con piacere. Il mio scritto racconta la storia della mia vita: i tanti problemi avuti nell’età infantile, le lotte combattute, sia nel periodo adolescenziale che per la conquista di un posto nel complesso mondo del lavoro. Racconta anche la storia di tutti i miei familiari, gli amici, i colleghi di lavoro, i clienti, le persone per le quali ho nutrito e nutro una profonda stima”.

Panettiere dal 1978, Pagnoni ha avuto molti maestri, come padre Pietro Damiani al collegio Zandonai, che ha saputo infondere in lui l’autostima, la fiducia nei propri mezzi, il valore dell’io. Fin dalla nascita Pagnoni ha dovuto lottare. Nato il 7 gennaio 1955 all’ospedale San Salvatore di Pesaro, da mamma russa, Kirkova Katherina Kirilowna nata in Ucraina il 12 settembre 1923. Questa donna fu fatta prigioniera nella seconda guerra mondiale dalle truppe tedesche, venne portata nei campi di concentramento in Germania e condannata alla fucilazione. Nel campo di prigionia venne aiutata da un prigioniero italiano, di 28 anni più grande, Germano Pagnoni, originario di Montegaudio di Monteciccardo. Povero il babbo e la mamma di Benvenuto, molto bella, era la nipote di una sorella di uno zar di Russia.

I genitori di Benvenuto  ebbero anche altri figli. Vennero in Italia e precisamente a Pesaro, dove Germano Pagnoni si ammalò seriamente e, geloso della moglie, non riconobbe il figlio Gianfranco, che venne adottato da una famiglia di Villa Fastiggi. Le disavventure per Benvenuto iniziarono invece dalla nascita, perché la madre, in ospedale, mise il nome Maurizio al figlio, mentre il padre lo fece registrare in comune con il nome di Benvenuto. Nomi che gli stessi fascisti facevano mettere ai bambini non riconosciuti. La madre di Benvenuto stanca della gelosia del marito, partì dall’Italia e ritornò in Russia, abbandonando le sorelle nel collegio delle suore, a Ginestreto, e Benvenuto dovette andare in un brefotrofio. A quaranta giorni venne dato in balia ad una famiglia di Santa Veneranda, i Ragaini.

La madre ritornò a Pesaro e dopo la morte di Germano, dopo un periodo lontano dalla città di origine, Benvenuto ritornò a Pesaro e venne affidato ad una coppia, i Giorgini, che non potevano avere figli. Insomma nei primi 3 o 4 anni di vita, Benvenuto ha avuto tre madri e tre famiglie, fra cui, alla fine, i Guidi, che gli affibbiarono il suo vero nome: Benvenuto Pagnoni.

Una storia di altri tempi, perché allora era difficile adottare un bambino. Gli unici sentimenti, però sono la ricerca delle origini, delle madri e di una famiglia, che ha dovuto attraversare le traversie di una crisi e la fame. Poi tirandosi su le maniche Benvenuto è risuscito a realizzarsi come uomo, artigiano e sindacalista. Ed oggi con questo libro, ha voluto raccontare la sua storia ai nipoti.

Nella foto: Benvenuto Pagnoni durante un incontro con papa Francesco

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