Ancora una volta salvato in extremis il Centro recupero animali selvatici di Pesaro

Ancora una volta salvato in extremis il Centro recupero animali selvatici di Pesaro

PESARO – Dalle associazioni animaliste e ambientaliste della provincia di Pesaro e Urbino riceviamo: “Ancora una volta salvato “in extremis” il C.R.A.S. (Centro recupero animali selvatici), grazie all’approvazione, in consiglio regionale nella sessione del 27 dicembre, dell’emendamento, inserito nella legge di bilancio, con una proroga fino a dicembre 2017 dell’attuale gestione della Provincia di Pesaro e Urbino, con finanziamento della Regione Marche.

Una battaglia che da oltre 20 mesi vede in prima linea tutte le Associazioni Animaliste e Ambientaliste della provincia che hanno trovato in Andrea Biancani, Presidente della Commissione Ambiente e Gino Traversini Presidente della Commissione Caccia e Pesca della Regione gli interlocutori giusti per portare avanti una proposta, insieme all’Assessore regionale alla Caccia Moreno Pieroni, atta a riconoscere il ruolo istituzionale, decretato dalla legge L.R 13/2015 che prevede un servizio professionale e non amatoriale.

Già dall’anno scorso, nonostante la competenza fosse passata alla Regione Marche, questa ne aveva delegato la gestione temporanea ancora alla Provincia di Pesaro Urbino che da 7 anni lo sostiene. L’attuale sopravvivenza del servizio è un valore aggiunto, grazie alla collaborazione dell’Ente provinciale, nelle persone del Presidente Daniele Tagliolini e del dirigente Marco Domenicucci con i Consiglieri e l’Assessore regionali, che si sono spesi, in questi lunghi mesi, per dare sostegno alla struttura di Ca’ Girone, per l’importanza fondamentale che ricopre, atta a garantire un’ottima salvaguardia di tutto il nostro territorio, sia a livello ambientale che faunistico.

Questa fase di gestione indiretta deve però al più presto, secondo le Associazioni, raggiungere una risoluzione definitiva entro il 2017, istituendo un tavolo di confronto per il passaggio definitivo della struttura alla Regione. Attualmente infatti, il CRAS sta funzionando ad orario ridotto, con notevoli problematiche sia per la fauna selvatica che per la popolazione: negli orari non coperti, sta intervenendo l’Asur attingendo alle risorse dedicate al randagismo, incrementando così il disagio già patito da chi si occupa di questa emergenza”.

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