PESARO / Sala del Consiglio comunale gremita per la conferenza sulla poesia italiana del Novecento

PESARO / Sala del Consiglio comunale gremita per la conferenza sulla poesia italiana del Novecento

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Tanta gente nella sala del consiglio comunale di Pesaro per seguire la conferenza su LA POESIA ITALIANA NEL NOVECENTO, nell’ambito del ciclo di incontri IL SECOLO BREVE, AVANGUARDIE,SPERIMENTAZIONE E GLOBALIZZAZIONE CULTURALE, a cura del giornalista Paolo Montanari. Presenti il poeta e artista Giuliano Cardellini, che ha svolto da filo conduttore della serata e per l’occasione ha anche presentato la sua ultima mostra di sculture OTTICAMENTE,inaugurata il 31 ottobre e aperta al pubblico fino al 30 aprile 2017 nella Sala Espositiva Ottica Biondi di Morciano di Romagna.”L’incontro di questa sera, ha sottolineato Cardellini, significa percorrere la poesia, che è un mezzo che si può trovare nelle sculture, nei quadri, nel cinema e nel teatro.”

Professor Cardellini, quali sono i poeti che ha analizzato e poi alcune attrici pesaresi hanno letto alcune loro poesie?

“Siamo partiti da Ungaretti, perché è il poeta più significativo del Novecento. La sua nascita ad Alessandria d’Egitto, il militare durante la prima guerra mondiale, che lo porterà a rifiutare ogni tipo di guerra e questa denuncia sarà manifestata nella poesia S.Martino. Poi la scoperta di una nuova poesia che lo porterà a contatto con l’intellighentia del suo tempo. Il secondo poeta analizzato è stato il premio Nobel per la poesia, Eugenio Montale. Qui. abbiamo fatto una riflessione sull’ermetismo, un modo di esprimere la poesia non con la facilità del verso, ma attraverso alcuni versi come nell’opera OSSI DI SEPPIA, trovare espressioni più profonde, come l’inquietudine del contemporaneo e il silenzio, E anche il terzo poeta, Mario Luzi, che costituisce insieme a Quasimodo, il famoso quadrilatero poetico italiano del Novecento, rientra in un clima post ermetico. Ma in Luzi oltre a porsi sempre più urgente comprendere il ruolo del poeta, inizia anche una profonda ricerca religiosa. E’ stata poi la volta della poesia di rivolta e contestazione sociale, di Pier Paolo Pasolini, militante di sinistra e contro le istituzioni, ma anche profondamente religioso e ricercatore della Fede, che si esprimerà nel suo film IL VANGELO SECONDO MATTEO. Pasolini proprio a Pesaro, nel 1962, teorizzò, la poesia nel cinema. Qujndi la poesia ribelle e folle ma di grande intensità ed emotività, di Alda Merini. Spesso, l’immaginario collettivo, ha confuso la Merlini come la donna pazza, che entrava e usciva dai manicomi, con una casa piena di gatti. Ma leggendo le sue poesie si ritrova una forte ricerca religiosa e una purezza interiore. Da ultimo, ma non perché meno grande, il poeta urbinate, Umberto Piersanti (nella foto), il poeta delle Cesane. L’interiorità dell’uomo si specchia nel paesaggio”.

Ma professor Cardellini, Piersanti volutamente o no, non è stato il trade union con la seconda parte della serata, che partendo da padre Davide Turoldo è arrivata ad alcuni poeti locali?

“E’ stata una cosa non costruita, ma idealmente ben sistemata. La lettura della poesia LO STESSO VENTO, si ricongiunge alla ricerca laica di Pasolini e della Merini. Poi sono state presentate altre due poesie dello scrittore-poeta fanese d’adozione,Ermanno Pierpaoli, A COLLOQUIO CON L’ANIMA e L’ISOLA DOVE CERCAR L’AMORE,tratte dai romanzi EROI SPRECATI E L’ISOLA PER OGNI UOMO. Pierpaoli grande industriale milanese, dopo un lungo periodo di lavoro si è ritirato dall’impresa, e ha cominciato a scrivere. A 90 anni ,da poco compiuti, ha scritto ben nove romanzi e libri di poesia, dove il tema comune è l’AMORE.Poi è stata la volta della lettura di tre poesie della poetessa pesarese, CATERINA FELICI, considerata dalla stessa Spaziani, la grande poetessa romana, la sua erede spirituale. Della Felici sono state lette, tre poesie tratte dal suo volume POESIE SCELTE, che vinse il primo premio internazionale IL CEPPO TRAPOSTEdi Pistoia, giudicato da una commissione che vedeva Piero Bigongiari, Carlo Bo, Mario Luzi, Leone Piccioni e Adelia Noferi.Sono le prime poesie di Caterina Felici, ma forse le più sentitecome NEL VECCHIO PAESE, dove la Felici riconrre tramite il passato, MURI ANTICHI ANNERITI DAL TEMPO, un presente infelice: IN TE, DECREPITO PAESE, MACCIA GRIGIA NEL VERDE, IO RESPIRO IL MIO NULLA E LA TRISTEZZA. La professoressa di lettere Marta Fossa ha letto delle belle poesie di Annateresa Vichi Albanesi tratte dal volume L’OVVIETA’ DEI SILENZI, con una nota di Francesco Scarabicchi.

Ma professoressa Fossa, chi è Annateresa Vichi Albanesi?

“La Vichi Albanesi muove i passi nei minuti dei mesi con la consapevolezza del tutto che si annulla, di un’esistenza votata al distacco, ma ne serba l’oro puro, il chiarore, il fondo limpido della memoria indelebile”.

In Grazia Pagnini, altra  poetessa pesarese, ed in particolare nella sua raccolta QUASI UNA LETTERA, quali sono gli elementi che ne scaturiscono?

“Vorrei rispondere con alcuni versi della poetessa rivolta al lettore/lettrice:

Cara amica/, in questa fine di marzo/ i dubbi/ restano quelli dell’inizio. Si sovrappongono voci e ritmi, che nostri non sono, sebbene profondamente ci appartengono. Così tu/lontana e tuttavia vicina, perduta in sofferenze che un tempo ormai prossimo renderà mie, invii messaggi senza speranza”.

E’ la crisi dei sentimenti che stiamo vivendo dal Secolo Breve fino ad oggi.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: