LORETO / Chiusa la Porta Santa della Basilica, ma è ancora in corso la bella mostra curata da Vittorio Sgarbi sulla Maddalena
di PAOLO MONTANARI
LORETO – La mostra che sapientemente Vittorio Sgarbi ha curato e presentato nel Museo del Tesoro della Santa Casa i primi di settembre sulla figura de La Maddalena tra peccato e penitenza, nell’ambito dell’Anno della Misericordia, rimarrà aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2017. Una mostra intelligente, perché Sgarbi ha compreso che nell’anno mariologico, che ha chiuso proprio domenica scorsa i battenti delle porte sante, occorreva creare l’aspettativa del pubblico con un alter ego alla figura della Madonna della Misericordia, grande mostra a Senigallia, proponendo una figura più popolare e femminile; la Maddalena, che per prima fu testimone delle Resurrezione di Cristo e divulgatrice fra gli apostoli di questo che è il simbolo della fede cristiana. E infatti Maria Maddalena, la prostituta, un personaggio che potrebbe venire dalla vena pittorica caravaggesca, nel corso della storia dell’arte, ha avuto 1000 volti: la donna seducente, la prostituta, la popolana, la donna chiamata da Cristo verso una profonda conversione.
E pittori come Simone Martini, Carlo Crivelli, e addirittura Antonio Canova con tre disegni, lui che non amava i temi religiosi, sono fra i 50 artisti in mostra per rendere omaggio ad una donna che Cristo amò, per la sua disperazione,umiliazione e conversione profonda alla fede. Un personaggio anche moderno quello della Maddalena, perché donna fragile ma che allo stesso tempo lotta per la sua dignità e per le donne del suo tempo, che erano considerate esseri inferiori nella società palestinese.
Ma perché l’iconografia della Maddalena è più rigida ed austera nella pittura medievale, mentra diviene più femminile,carnale e tentatrice nel periodo Neoclassico? Perchè cambiano i modelli culturali. Anche San Sebastiano l’altro santo insieme a Maddalena,piu’ rappresentati in pittura e scultura, è il simbolo di questi mutamenti culturali.
Il martire è il simbolo della purezza nel Medioevo delle confraternite e dei flagellatori, poi diviene il simbolo della forza maschile che resiste al martirio e alla sofferenza. Una mostra rigorosa e selettiva quella presentata a Loreto, in cui si passa dall’atteggiamento sensuale della Maddalena dipinta dal Cagnacci a l’Estasi della Maddalena di Ignazio Stban con Maddalena circondata dai bambini, quasi che avesse raggiunto il grado tanto desiderato della purezza. Ma chi è Maddalena per il curatore, Vittorio Sgarbi: Maddalena rappresenta la sensualità, l’erotismo e la complicità, elementi che hanno influenzato gli artisti di tutti i secoli. Nel periodo della Controriforma Orazio Gentileschi ammira e dipinge questo personaggio, amato dal Crivelli che raffigura nel trittico di Montefiore d’Aso o dal caravaggesco Francesco Maria Guerrieri. Ma anche il cinema, in partciolare Martin Scorsese nel suo film “L’ultima tentazione di Cristo”, raffigura una Maddalena dalla forte femminilità addirittura donna del Signore. Ormai sono passati molti anni da quel film che ha creato tante polemiche, ma nello stesso vangelo apocrifo di Maddalena, si possono vedere immagini e volti di un personaggio importante non solo per la cristianità ma anche per l’arte.




