Il made in Marche conquista l’Argentina: risultati migliori di Cina e Germania

Il made in Marche conquista l’Argentina: risultati migliori di Cina e Germania

Il made in Marche conquista l'Argentina: risultati migliori di Cina e GermaniaANCONA – Una promettente finestra si apre, per le imprese marchigiane, sui mercati dell’Argentina. Contatti, esclusive e opportunità di business nati durante la recente missione della Regione Marche a Buenos Aires alla quale hanno partecipato, collateralmente, anche 22 imprenditori del mobile, accessori per cucine, infissi, arredamento e complementi di arredo. Gruppo guidato da Paolo Bolli, coordinatore del progetto di internazionalizzazione “Casa-Abitare”, Claudio Silvi (responsabile commerciale e marketing per la Services & Turnkey srl) e Alejandro Vazza (responsabile di area per l’Argentina). «In Argentina – spiega Bolli – c’è un altissimo interesse per i prodotti italiani. Sia per una questione di qualità del prodotto e del rapporto con il prezzo, sia per affinità storica: là siamo alla terza generazione di italiani emigrati. Il legame è grande. Va detto che la Regione Marche, lavorando da anni attraverso il suo servizio internazionalizzazione, ha permesso di agevolare e consolidare ulteriormente i rapporti. Una grande azione diplomatica che ora sta portando avanti l’assessore Manuela Bora e che inizia a dare i suoi frutti».
Nel corso del fitto programma di incontri B2B, i marchigiani hanno incontrato gli imprenditori del Polo Tematico Mueblero Maderero, un consorzio che raggruppa 15 imprese situato a mezz’ora d’auto dalla capitale argentina. Il presidente del consorzio Josè Babicola è da tempo intenzionato, insieme alla figlia Laura, vicepresidente del consorzio, ad aprire uno show room del Made in Italy all’interno del Polo, dove sono già presenti numerose aziende molto interessate alla manifattura marchigiana. «L’Italia ha un rapporto qualità prezzo molto competitivo rispetto ad altri importatori – aggiunge Bolli -. Il prodotto nazionale argentino non è di qualità e così si importa dalla Cina e dalla Germania. Noi siamo avvantaggiati: siamo qualitativamente migliori dei cinesi e con costi inferiori rispetto ai tedeschi».
Già trovato l’accordo tra Horacio Estevez e la Inoxa, azienda di Polverigi che produce accessori in metallo per cucine. Attraverso la sua Romi Amoblamientos, Estevez commercializzerà in esclusiva i prodotti marchigiani in tutto il Paese. Sempre la Romi sta perfezionando accordi con produttori marchigiani di componenti per cucine come la Mengucci (ante per cucine di Ancona), la Pennacchioni (produzione di top cucine e piani da lavoro a Falconara), Red Legno (Monte Roberto), Mobiltesino (mobili da bagno di Ripatransone) e Acqua e Vita (depurazione acqua per cucine a Senigallia). Accordi in dirittura d’arrivo anche con la Soluciones Vidrieras per la distribuzione delle porte d’arredo in vetro della Cristal di Recanati, di cabine e piatti doccia della Ferbox di Fermo e degli articoli di design della Tonelli design  di Pesaro. Forte interesse al Made in Italy anche da Fontenla, realtà simile a Ikea ma aperta anche alla fascia lusso. L’azienda ha, all’interno del Polo, un Design Mall da 6000 metri quadrati e sta valutando i preventivi della TB Marmi (Monte San Vito), della Valpaint (pitture decorative a Polverigi), della Dorica Castelli (porte da arredo a Monte Roberto), della Rimar (poltrone e letti a Cingoli) e della Macagi (giochi e arredo per parchi a Cingoli). Altro grande interesse è scaturito dall’incontro tra Tomas Endler, direttore della Lang&Schwander, azienda specializzata in contract per hotel interiors, e la Idea di Ancona, titolare del marchio Mobilspazio per arredamenti alberghieri e residence.

Strette le mani, si lavora sulle commesse. Intanto Bolli ha già sottoscritto l’accordo per la logistica con la Multicomex Group. La merce viaggerà in nave e sarà stoccato nell’area commerciale del porto di La Plata, recentemente inaugurato e già zona franca, destinato a diventare il porto merci di Buenos Aires. «La difficoltà principale negli anni passati, ed in parte lo è a tutt’oggi, è il dazio che le imprese argentine devono pagare per i prodotti provenienti dall’estero – conclude – Il nuovo governo ha già tolto tanti vincoli per liberalizzare il mercato ed è ben intenzionato a rimuovere le ultime barriere. In Argentina c’è voglia di ripresa e grande prospettiva di crescita. Ci siamo confrontati a lungo con Oscar Andreani, Carlos Pallotti e Carlos Gelmetti, rispettivamente fondatore, presidente e vicepresidente di MarchigianAr, l’associazione degli argentini di origine marchigiana, e con Franco Nicoletti, presidente del consiglio dei Marchigiani nel Mondo: dobbiamo intensificare i rapporti. Il prossimo passo dopo il mobile? Stiamo ragionando su una due giorni dedicata alle scarpe. L’abbiamo pensata sull’onda del Dia dell’Italianidad, festival dell’arte, della cultura e della gastronomia che si tiene tutti gli anni a Buenos Aires».

Nella foto: Silvi, Estevez e Bolli

 

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