Il grande impegno dei volontari all’ospedale di Pesaro

Il grande impegno dei volontari all’ospedale di Pesaro

In occasione della giornata nazionale abbiamo intervistato il presidente della sezione cittadina dell’Avo, Stefania Alessandroni

assistenzaospedale888di PAOLO MONTANARI

PESARO – Nell’entrata dell’Ospedale San Salvatore di Pesaro, oggi 24 ottobre vi è un presidio per tutta la giornata per sensibilizzare la cittadinanza e il personale sanitario al significato del volontariato nelle strutture sanitarie. Ne parliamo con Stefania Alessandroni, presidente dell’AVO sezione di Pesaro.

“Pesaro è l’unica città delle Marche che ha ben 100 volontari dell’AVO di tutte le età e estrazioni sociali, ed anche noi oggi abbiamo voluto ricordare questa associazione fondata dal professore Longhini di Monza, più di trent’anni fa. Nel 1982 L’AVO sorse anche a Pesaro e da allora organizza corsi di formazione professionale ad indirizzo psicologico. I nostri alunni vanno dai diciottenni agli ottantenni, e seguono le otto lezioni del corso con molta passione e curiosità: poi come in un porto di mare sono soprattutto i giovani che lasciano l’AVO, per impegni di studio o lavorativi. Pertanto in questo momento il personale dei volontari AVO ha una media di età abbastanza alta.”

Ma perché gli ospedali, che una volta avevano le suore o i religiosi a svolgere oltre che ad una funzione infermieristica anche assistenziale, oggi si trovano come una coperta corta, che dove la tiri ti scopri?

“Questo è un problema che fino dai primi anni Ottanta ha colpito in prevalenza le strutture sanitarie pubbliche. Mi ricorderò sempre un episodio che mi ha raccontato il nostro fondatore in un ospedale milanese. Stava passando in un corridoio e da una stanza un malato rivoltosi ad un portantino, chiese un bicchiere d’acqua e questi gli rispose che non era di sua competenza. Da quel momento Longhini iniziò questo percorso di puro volontariato, che comporta a divenire soci con una piccola quota di 20 euro all’anno. E’ un sacrificio darsi i turni,mattino, pranzo e cena; ma alla fine della giornata quanto si sentiamo più ricchi umanamente”.

In questo momento in quali reparti state operando?

“In quasi tutti i reparti ospedalieri, da medicina generale al centro delle dialisi, fino al reparto di oncologia dove abbiamo un orario unico dalle 10 del mattino fino alle 12,00. Lo scopo dell’AVO è quello di assicurare una presenza amichevole in ospedale, offrendo ai malati, durante la loro degenza, calore umano,dialogo, aiuto per lottare contro la sofferenza, l’isolamento e la noia. Quella presenza dei volontari dellìAVO non sostituisce nei compiti e funzioni responabilità il personale della struttura pubblica ma la integra’.

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