Gianni Maggi sul Documento di economia e finanza della Regione: “Carta inutile”

 

Gianni Maggi sul Documento di economia e finanza della Regione: “Carta inutile”

di GIANNI MAGGI*

ANCONA – Il Defr, che risponde al pomposo nome di “Documento di Economia e Finanza Regionale” è, come purtroppo spesso succede, carta inutile.

Il Defr è, o meglio dovrebbe essere, il documento regionale con cui l’amministrazione definisce i programmi da realizzare nelle singole missioni, tenuto conto dell’analisi della situazione finanziaria della Regione, sulla base dell’esercizio precedente, quindi rendiconto 2015.

Primo problema: i dati. Il rendiconto 2015 è uscito in ritardo (agosto, anziché aprile come previsto per legge), dopo il Defr che quindi non può tenerne conto. I dati riportati nel Defr sono anche superati da un contesto socio-economico che si muove rapidamente. Pensiamo ai dati sulla disoccupazione: il Defr riporta un 9,9% riferito a terzo trimestre del 2015. che è superato dall’11,6%  del trimestre successivo. Ma è sui dati che dovrebbero basarsi le scelte.

Secondo problema: i contenuti. Il Defr portato oggi in Aula per l’approvazione ricalca in tutto e per tutto quello che era stato stabilito già un anno fa, senza tenere conto che dovrebbe essere un documento di controllo strategico, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi. Perché nel Defr non si aggiorna lo stato di attuazione dei programmi? Le risposte possibili sono solo due: o non si vuole far conoscere quello che è stato fatto perché così non può essere sottoposto a controllo, on non si vuole mettere a conoscenza il Consiglio e, soprattutto i cittadini, che non si è fatto nulla di quello che era stato programmato.

E questa volta non è solo Movimento 5 Stelle a esprimere perplessità su questo documento, prima in Commissione Consiliare e poi oggi in Aula: è addirittura  il CREL -Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro, non esattamente l’ultimo arrivato in materia, che si esprime con parere NEGATIVO.

E sì che questo era anche il primo Defr, dopo che la corte dei conti più volte aveva bacchettato le Marche per la mancanza di un documento così importante. La Regione si è decisa finalmente a dotarsene, non perché virtuosa, ma perché ora è diventato obbligatorio per legge. Dalla padella alla brace verrebbe da dire: dalla mancanza alla manchevolezza. Un documento talmente sciatto che non contiene neanche il minimo sindacale. Ad esempio non riporta neanche informazioni sulla programmazione unitaria. Con i POR FESR/FSE al 2016 sono state impegnate meno del 10% delle risorse disponibili. Il Defr poteva (anzi doveva) essere la sede in cui analizzare l’andamento e capire l’evoluzione, soprattutto su come le strutture si stanno muovendo. Invece nulla, e nella vicina revisione di medio periodo della programmazione 2014-2020, prevista per il prossimo anno, non potrà essere fatta su una seria valutazione dell’uso dei fondi.

Il documento alla fine è stato approvato, con il voto contrario e sdegnato del Movimento.

*Consigliere regionale, capogruppo del Movimento 5 Stelle della Regione Marche

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