La memoria e i suoi volti nelle liriche di Annitta Di Mineo

La memoria e i suoi volti nelle liriche di Annitta Di Mineo

di-mineo dimineoscan_pic0024di TIBERIO CRIVELLARO

Nell’attuale “caos” letterario, alcuni pregevoli autori per pubblicare (soprattutto poeti e saggisti) hanno prevalentemente due alternative: o pagano sonanti piccioli, a un editore (spesso corsaro), oppure a gratis in cambio di lauti favori.

Annitta Di Mineo trovandosi tra Scilla e Cariddi, ha deciso di pubblicarsi la raccolta “La memoria e i suoi volti” (Ed. Libreria Dormiente 1980. Mail: grant57@virgilio.it). Originaria della provincia catanese, vive a Gallarate dove insegna e cura una collana di poesia. Le sue liriche rievocano, nel loro velato accento fiabesco-adolescenziale, della nostalgia che perdura. A tal proposito cito queste terzine: “Azzurrità allevia viaggio di migranti assonnati/ Nel fluire il tempo lascia desolazione/ La ritornanza riconosce il fascino zonale”. Perché il posto ove si approda un po’ ricorda gli odori, i sapori del luogo da cui si è salpati. (La poesia, quella non fugace, “machina” tra memoria e presente mettendo in guardia anche da quel sordido vivere in questo tempo ove, spesso, ci dibattiamo).

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ANNITTA DI MINEO

LA MEMORIA E I SUOI VOLTI

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