Italia Donati, maestra: una pièce teatrale di alto livello

Italia Donati, maestra: una pièce teatrale di alto livello

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di PAOLO MONTANARI

PESARO – Una pièce teatrale ad alto livello quella presentata dalla pluripremiata compagnia Teatro Villaggio Indipendente di Settimo Torinese. L’opera è diretta da Claudio Vittone dal titolo “Italia Donati, maestra” ed è stata la rivelazione del GAD per l’intensità interpretativa dei personaggi e per la intuizione scenica a semicerchio che riprende dalla tradizione greca. Il tema è diffuso ed è legato alla convivenza umana: la calunnia e il pregiudizio.

La storia, in un solo atto, si rifà agli anni ’80 di fine Ottocento in un contesto agricolo popolare, condizionato da false testimonianze, invidie, legate alla presenza di una giovane realtà piombata in quella realtà chiusa e bigotta.

Che cosa succede, dunque, ad una bella donna sensibile e seria,  quando si trova a vivere in una società del genere? La risposta è insita nella morte suicida della maestra Italia, soffocata dalla cattiveria di tre donne bigotte e sagrestane, influenzate da un prete tutt’altro che Buon Pastore.

L’interpretazione degli attori è stata meravigliosa, incisiva, vera.

Scrive Massimiliano Giacometti nella nota allo spettacolo: “Credo che questa storia debba muovere qualcosa nelle nostre coscienze e non sia solo emozione, indignazione e non sia solo pietà per ciò che è accaduto un tempo,  a farci riflettere che lì, dietro l’angolo, tutto può accadere.”

La calunnia del popolo e del pregiudizio crea la vittima, la giovane Italia. Lo spettacolo, con sintesi interpretativa ma ben equilibrata, restituisce a Italia una voce attraverso la narrazione dei personaggi, che l’hanno conosciuta, quasi un’orazione funebre che precede la sua morte, un riaffiorare alla memoria attraverso il suo desiderio di riportare alla luce.  Italia è uno spettro vagante che, attraverso una lavagna scolastica, presenta i personaggi e, allo stesso tempo, li assiste per far comprendere i loro limiti, difetti e restituire Italia a tutti noi nella sua integrità morale.

(Le foto sono di MARTA FOSSA)

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