Far West nelle campagne marchigiane

 

Far West nelle campagne marchigiane

La denuncia della Coldiretti. sei milioni di danni causati dagli animali selvatici. Ma la Regione non indennizza più agricoltori ed automobilisti

Far West nelle campagne marchigianeFar West nelle campagne marchigiane

ANCONA – E’ un conto sempre più salato quello pagato dagli agricoltori e dai cittadini marchigiani per l’emergenza selvatici, con la situazione nelle campagne ormai ridotte a far west. La Coldiretti Marche stima un bilancio di 6 milioni di euro mettendo assieme danni diretti e indiretti causati da cinghiali, lupi e altre specie selvatiche a colture, automobili e persone. La cifra tiene in considerazione gli episodi effettivamente denunciati, più una stima di quelli che gli agricoltori hanno smesso di segnalare, causa l’impossibilità di vedersi risarcire, oltre alle perdite di quote di mercato e di materia prima per i prodotti trasformati. Se un branco di cinghiali distrugge un campo di grano, magari biologico e ottenuto da varietà antiche per fare pane da vendere in mercati e negozi, il valore del danno va ben al di là del semplice costo del frumento.

Oltre 500 decreti contro le aziende per non pagare i danni

La Regione Marche ha emesso negli ultimi tempi oltre cinquecento decreti contro aziende agricole danneggiate dagli assalti dei lupi con i quali si rifiuta il pagamento degli indennizzi. Hai superato un “tetto massimo” perché negli ultimi tre anni hai avuto danni gravi? Non ti pago e, anzi, ti chiedo indietro i soldi avuti. Il cane pastore è troppo giovane o troppo vecchio, oppure è di razza belga piuttosto che maremmana? Non ti pago. La recinzione è alta un centimetro in meno? Non ti pago. Tutto ciò è il frutto di un decreto regionale con cui si fissa un tetto (de minimis) e si introducono parametri arbitrari per rendere sempre più difficoltoso per gli allevatori vedersi risarcire i danni. Dinanzi all’arroganza della Regione alcuni pastori hanno presentato ricorso al Tar e il Tribunale amministrativo gli ha dato ragione, bocciando su tutta la linea l’operato dell’amministrazione regionale, accusata di “eccesso di potere” per essersi sostituita senza motivo alla Commissione Europea nel voler decidere quali aiuti possono essere considerati legittimi e quali no, violando norme comunitarie  e nazionali. Un pronunciamento che non ha scalfito gli uffici del Servizio agricoltura che hanno addirittura accelerato l’invio dei decreti, alimentando ulteriormente la rabbia nelle campagne.

 

Di Sante “La Regione paghi e ritiri le delibere”

“Alla Regione Marche chiediamo il pagamento immediato dei fondi dovuti alle aziende, in molti casi bloccati addirittura dal 2012, e la ritira di decreti e delibere che hanno introdotto regole assurde che sembrano avere il solo scopo di vessare le aziende agricole – spiega il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante annunciando la mobilitazione  degli agricoltori marchigiani per il 18 luglio con migliaia di persone davanti alla regione -. Ma occorre anche mettere in calendario la discussione della nostra proposta di legge per risolvere il problema e restituire agli agricoltori la fiducia nelle istituzioni e la possibilità di fare impresa”.

Stop ai pagamenti per gli incidenti stradali

Dopo aver reso sempre più difficile ottenere i risarcimenti, a quest’anno la Regione Marche con l’assestamento di bilancio ha cancellato del tutto i fondi per rimborsare i cittadini che sono rimasti vittime di incidenti stradali causati da animali selvatici. Ora l’unica opportunità di vedersi risarcire i danni all’auto, moto o scooter è dunque quella di fare causa alla Regione, con tutti i costi e tempi burocratici che ciò comporta. Un provvedimento che farà aumentare ulteriormente il numero di cause per danni gravi, che nei primi sette mesi del 2015 era già raddoppiato rispetto all’intero 2014, tanto da poter stimare di aver raggiunto a fine anno il milione e mezzo di euro. Al contrario, quelli meno gravi sono destinati a restare non rimborsati. Chi ha avuto un cofano ammaccato o i fari rotti difficilmente prenderà l’avvocato, imbarcandosi in un procedimento giudiziario, per far valere i suoi diritti.

Proposta di legge sui selvatici ferma da un anno

Proprio per porre un freno all’invasione dei cinghiali Coldiretti aveva presentato alla Regione nel luglio 2015 un documento che faccia da base per una vera e propria legge. Si tratta di una proposta per la gestione del fenomeno degli animali selvatici capace di ‘cambiare verso’, elaborata in un’ottica di sussidiarietà dove si punta soprattutto alla prevenzione. La pdl prevede tra le altre cose la possibilità per gli agricoltori di effettuare gli abbattimenti, una “zonizzazione” delle attività individuando a livello regionale una vera e propria mappatura di quelle aree e colture che necessitano di maggior tutela, il sostegno a forme di assicurazione. E’ un anno esatto che la proposta di legge non si è mossa dal cassetto. In compenso l’attuale legge regionale, la 7 del 95 che regola la fauna selvatica è stata già modificata ventisette volte, senza peraltro ottenere risultati.

Boom cacciatori, il cinghiale fa gola

Intanto il “mercato” dei cinghiali diventa sempre più appetibile, ed anche questa è una delle ragioni per l’evidente incapacità di procedere a una riduzione del numero degli animali. Coldiretti stima che i cinghialai, ovvero i cacciatori di cinghiali, siano diventati circa 10mila nelle Marche a fronte di una popolazione complessiva di “doppiette” che, secondo una proiezione su dati Ispra-Istat è scesa nel corso degli anni intorno ai 25-26mila. Le squadre sono formate da una media di cinquanta cacciatori, ben lontane dalla figura “classica” del singolo che si aggira tra i boschi. Da qui la richiesta di Coldiretti di vietare la vendita della fauna selvatica abbattuta, fatta eccezione per eventi particolari come sagre o manifestazioni, anche al fine di evitare il proliferare della commercializzazione di carne in nero, priva di qualsiasi garanzia di carattere sanitario.

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