Un decreto per riordinare i corpi della Polizia locale

Un decreto per riordinare i corpi della Polizia locale

Si è svolto un incontro con il Dipartimento Giustizia e Sicurezza del Pd in merito alla presentazione di una proposta di legge, finalizzata ad affrontare le criticità e le problematiche legate alla riorganizzazione

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ANCONA – Federico Bozzanca della F.P. C.G.I.L.,Giovanni Torluccio della U.I.L. F.P.L. e Daniela Volpato della C.I.S.L. F.P. hanno redatto ed inviato il seguente comunicato stampa in merito al Decreto di riordino dei corpi di Polizia Locale. “In data 16 maggio si è svolto un incontro con il Dipartimento Giustizia e Sicurezza del P.D.  in merito alla presentazione di una proposta di legge, finalizzata ad affrontare le criticità e le problematiche legate alla riorganizzazione dei corpi di Polizia locale regolamentati, come è noto dalla  ormai obsoleta legge 65/86. Il testo della proposta di riforma, come evidenziato nell’introduzione dall’onorevole Naccarato, relatore  di maggioranza del D.D.L. attualmente in Commissione Affari Istituzionali della Camera, riparte dall’analisi di disegni di legge precedenti , riprendendone i punti essenziali e condivisi ma prendendo a riferimento in modo particolare  il testo del D.D.L. Saia-Barbolini, presentato durante la scorsa Legislatura, ma mai approdato in Aula. Pur non essendoci stata consegnata una formulazione scritta della proposta, nell’ambito dell’incontro si è discusso delle problematiche relative ad un possibile percorso di riorganizzazione della Polizia Locale, tenendo conto di un quadro normativo completamente mutato nel corso degli ultimi anni  e delle peculiarità e delle specificità, anche professionali degli appartenenti ai Corpi e Servizi di Polizia Locale.Va detto – prosegue la nota – che indubbiamente le azioni vertenziali, poste in essere dalle nostre Organizzazioni Sindacali a partire dalla manifestazione del 23 febbraio in Piazza  Montecitorio, i presidi organizzati  davanti alle  prefetture del 9 maggio, nell’ambito degli scioperi e delle manifestazioni a scacchiera in tutte le Regioni per la riapertura delle trattative per il rinnovo del C.C.N.L, stanno producendo consapevolezza e sensibilità  anche da parte della ‘ politica ‘ sulla necessità di affrontare il tema della modifica della Legge 65/86 e  riconoscere tutele, ruolo e funzioni  al personale della Polizia Locale. I punti più importanti di cui si è discusso oggi (che dovrebbero essere inseriti all’interno del D.D.L.) e su cui noi riportiamo l’attenzione in quanto da sempre insistiamo su essi e sulla loro importanza sono i seguenti:

  1. previsione dell’equiparazione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e infortunistici (equo indennizzo, causa di servizio,estensione della normativa sulle vittime del dovere, eliminazione delle decurtazioni per assenze per malattia, ecc.) degli operatori di polizia locale a quelli vigenti per gli operatori delle diverse polizie nazionali, con un impegno formale, ad accelerare i tempi per l’inserimento in un provvedimento parlamentare ad hoc dei benefici dell’equo indennizzo e della causa di servizio;
  2. nell’ambito delle disposizioni in materia di contrattazione, nel DDL si propone che il C.C.N.L. di riferimento sia quello del Comparto Regioni ed Autonomie Locali con la previsione di una apposita disciplina contrattuale in grado di valorizzare la specificità e la peculiarità della polizia locale, soprattutto alla luce dei processi di riordino in corso.
  3. predisposizione, all’interno del suddetto comparto, del rinvio ad una regolamentazione specifica delle norme che regolano la polizia locale, tenuto

conto della necessità di innovare, riordinare e perfezionare la disciplina medesima, tutelando competenze e specificità, ruoli e funzioni;

4.previsione dell’integrazione dei trattamenti economici e salariali degli operatori di polizia locale.

  1. armonizzazione tra il preannunciato D.D.L. sicurezza, su cui sta lavorando alla stesura il Ministero dell’Interno e l’A.N.C.I. e il progetto di riforma della Legge 65/86. Valutiamo positivamente l’apertura al dialogo e l’avvio di un nuovo confronto da parte del Governo in merito alle problematiche legate alla riorganizzazione dei corpi di Polizia locale, alla loro equiparazione, sotto il profilo previdenziale e delle tutele , alle altre forze di polizia , al riconoscimento della specificità del ruolo e delle funzioni svolte e ricoperte, alla volontà di dare un nuovo assetto normativo alla Polizia locale, alla luce delle trasformazioni in atto nelle nostre città e della diffusa domanda di sicurezza delle comunità locali. È ormai da tempo che chiediamo ai Governi che si sono succeduti  di prevedere il rafforzamento degli strumenti istituzionali di coordinamento tra Stato, Regioni ed Enti locali e riconoscere, senza ambiguità, alla polizia locale il carattere di organo di polizia del comune o della provincia o della città metropolitana, in parallelo, ma senza sovrapposizioni, rispetto alle polizie nazionali, che sono l’organo di polizia dello Stato. Auspichiamo quindi che nel disegno di legge sul riordino dei Corpi di polizia locale saranno presenti norme che riguardino ed affrontino una reale trasformazione delle condizioni operative e di lavoro del personale della Polizia Locale  ed una reale innovazione che permetta di valorizzare al meglio le specificità professionali della Polizia Locale con adeguati percorsi di carriera ed incentivi economici, anche attraverso il recupero di produttività ed efficienza a livello locale. All’incontro odierno – conclude la nota – abbiamo tuttavia evidenziato alcuni dubbi e perplessità circa i tempi e la durata di un possibile percorso legislativo del disegno di legge anche in considerazione di un altro provvedimento di legge in tema di sicurezza che, come sottolineato precedentemente, potrebbe essere emanato a breve e che affronta aspetti  fondamentali, quali il tema delle ordinanze contingibili ed urgenti da parte dei Sindaci,di cui all’art. 54 del T.U.E.L., attribuendo nuove competenze alla Polizia Locale e senza prevedere riconoscimenti in termini di ruolo e funzioni oltre che di tutele. Abbiamo dunque posto il problema della armonizzazione tra i due testi. Le parti hanno infine  condiviso la necessità  di convocare a breve un nuovo incontro  per entrare nel merito della proposta di riforma e alla quale poter presentare le nostre richieste di modifica,  osservazioni e controproposte “.
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