Le Marche chiedono maggiori risorse per la pesca

Le Marche chiedono maggiori risorse per la pesca

Il futuro del settore al centro del convegno promosso ad Ancona dalla Regione nell’ambito di Tipicità in blu. Il sottosegretario Giuseppe Castiglione: “Le Marche hanno saputo spendere bene le risorse disponibili” L’assessore Manuela Bora: “La ripartizione del nuovo fondo ci penalizza, chiediamo più attenzione”

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ANCONA – “Siamo nella fase di partenza del nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp 2014-2020). Il 9 giugno si riunirà la Conferenza Stato Regioni e si avvierà l’attuazione della nuova politica comune della pesca. Le risorse disponibili sono maggiori e serviranno a rilanciare la sostenibilità ambientale, economica e sociale della pesca che rappresenta la vera sfida per il Mediterraneo”. Lo ha affermato il sottosegretario, con delega alla pesca, Giuseppe Castiglione, nel corso del convegno promosso dalla Regione Marche nell’ambito della manifestazione Tipicità in Blu. Le Regioni gestiranno il 67% dei fondi, il ministero il restante 33%. Sulla questione, l’assessore regionale alla Pesca, Manuela Bora, nel suo intervento, ha evidenziato che “le Marche si sono contraddistinte per avere speso più e meglio con la precedente programmazione. La ripartizione del nuovo Feamp penalizza la Regione (15 i milioni previsti rispetto ai 18 attesi, sulla base dei 21 precedentemente rendicontati e certificati), per cui chiederemo l’applicazione di una riserva di efficacia che ci riconosca maggiori risorse proprio per aver dimostrato una eccellente capacità di spesa”. Su questo punto, il sottosegretario, rispondendo alla stampa, ha ribadito che “le Marche hanno una lunga tradizione nella sperimentazione di nuovi modelli di gestione. Hanno saputo, nel tempo, spendere le risorse disponibili e lo sapranno fare ancora, valorizzando la regionalizzazione che è l’anima e il cuore della nuova politica comune della pesca”.

“Il distretto del mare rappresenta un comparto rilevante dell’economia regionale che influenza trasversalmente settori quali i trasporti marittimi, il turismo, la cantieristica e l’acquacoltura – ha affermato la Bora nell’intervento iniziale – Le Marche, con i suoi 174 km di costa annoverano 8 porti, una flotta peschereccia consistente in oltre 800 imbarcazioni e 2000 pescatori, 7 mercati ittici, un polo industriale di trasformazione del prodotto ittico rilevante, un radicato settore di supporto tecnologico. Con un bilancio sicuramente positivo per la nostra Regione, si chiude il principale strumento di sostegno per l’economia ittica nazionale. Le Marche si sono particolarmente distinte per essere riuscite a promuovere, sul territorio, ben oltre 850 progetti, per complessivi 21 milioni di euro di risorse pubbliche, tutte certificate e utilizzate entro i termini”. Nelle Marche, ha poi ribadito il sottosegretario Castiglione, “ci sono ottimi esempi di gestione comune. Su questa strada dobbiamo andare avanti per utilizzare le risorse comunitarie in modo da garantire quel salto di qualità alla nostra pesca che deve essere sostenibile e promuovere sviluppo sul nostro territorio. La sfida la si vince se la vinciamo insieme”.

Al convegno hanno partecipato rappresentati delle istituzioni europee, nazionali e delle organizzazioni di settore. Sono stati illustrati i risultati conseguiti attraverso il Fondo europeo della pesca e le principali novità della nuova programmazione. Si è parlato dell’importanza della cooperazione per la gestione ittica dell’Adriatico e per consolidare i risultati del progetto Ecosea (sostenibilità della pesca). A margine del convegno sono proseguite le attività didattiche dei laboratori che hanno visto la partecipazione di diversi istituti scolastici.

 

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