Secco no dell’Anci delle Marche alle trivellazioni in mare

Secco no dell’Anci delle Marche alle trivellazioni in mare 

La Legge di stabilità 2016, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “a data da destinarsi” le scadenze delle licenze già rilasciate

Secco no dell'Anci delle Marche alle trivellazioni in mare

ANCONA – “Si tratta di una battaglia sulla quale Anci Marche è sempre stata compattamente in prima fila e non cederemo di un passo”.  Così Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche, ricorda l’impegno dei comuni marchigiani nei confronti del governo per cancellare  i progetti di trivellazione e stoccaggio di CO2 per salvaguardare l’ecosistema del Mare Adriatico, la pesca e l’economia turistica non solo delle città della costa marchigiana, ma di tutto il territorio regionale.

Il secco NO alle trivellazioni nel Mare Adriatico da parte di Anci Marche ha radici profonde: “siamo stati la prima Anci italiana  ad approvare un ordine del giorno nel corso del consiglio direttivo e ciò è avvenuto la scorsa estate quando molti ancora avevano dei dubbi”.
Anci Marche sosterrà convintamente la partecipazione al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare votando SI  per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. La Legge di stabilità 2016, infatti, pur vietando  il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “a data da destinarsi” le scadenze delle licenze già rilasciate in quel perimetro di mare.

 

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