Quando la politica è donna, confronto ad Ancona

Quando la politica è donna, confronto ad Ancona

Venerdì 1 aprile incontro pubblico del Partito democratico delle Marche con la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli

Quando la politica è donna, confronto ad Ancona

ANCONA – Un dibattito sul contributo femminile alla politica, passando dalle leggi che hanno tracciato la storia nazionale agli obiettivi prossimi da raggiungere. È una prospettiva ad ampio raggio quella adottata dall’incontro pubblico “Quando la politica è donna. Riflessioni sui percorsi democratici storici e futuri”, organizzato dal Partito Democratico delle Marche per venerdì 1 aprile, alle ore 17.00, al Ridotto del Teatro delle Muse, ad Ancona e che vedrà la partecipazione della vice presidente del Senato, Valeria Fedeli.

All’iniziativa interverranno, inoltre, il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi, la senatrice Silvana Amati, l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Manuela Bora, la Coordinatrice della Conferenza delle Donne Democratiche del PD Marche, Letizia Bellabarba, il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli e la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Meri Marziali. A moderare il dibattito sarà Antonella Ciccarelli, responsabile regionale Pari Opportunità del PD Marche.

Le donne hanno contribuito alla costruzione di un dibattito politico nuovo, preparato la strada per lotte che hanno portato al riconoscimento dei diritti civili, giuridici e politici – spiega la responsabile regionale Pari Opportunità del PD Marche, Antonella Ciccarelli –. L’ultimo decennio del secolo scorso è stato padrino di un processo evolutivo importante sul tema delle politiche di genere per l’Italia e per l’Unione europea, per cui, partendo dal riconoscimento formale dell’uguaglianza di ruolo e diritti si è lentamente transitati verso una visione complessiva delle politiche di genere quale fondamento dell’evoluzione della società.

Molte cose sono cambiate da quando, nel 1946, le donne italiane hanno avuto per la prima volta nella storia la possibilità di recarsi alle urne – aggiunge Ciccarelli –. Tale evento, di portata dirompente, ha sancito definitivamente la fine di una delle più grandi discriminazioni giuridiche di cui era vittima una metà della popolazione. Come sempre, però, alla conquista della parità formale non si è accompagnata automaticamente un’uguaglianza di tipo sostanziale. Oggi, le italiane hanno la chiara comprensione di come le cose stiano lentamente cambiando, ma il ruolo delle donne nella nostra società è ancora, per molti versi, una forma di concessione, non una piena affermazione”.

Una voce, quella delle donne, che dalla metà del secolo scorso ad oggi, ha aiutato l’altra metà della popolazione ad interpretare al meglio i bisogni della società. Dunque, è doveroso riconoscere il contributo femminile all’evoluzione del sistema politico, economico e sociale, perché le donne non siano più equilibriste in solitudine, ma partecipino da protagoniste alla nostra storia.

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