Olio di oliva, è opportuno riesaminare le agevolazioni

Olio di oliva, è opportuno riesaminare le agevolazioni

Presa di posizione della Coldiretti dopo il boom di arrivi dalla Tunisia

Olio di oliva, è opportuno riesaminare le agevolazioni

ANCONA – Dopo l’improvviso boom di importazioni di olio dalla Tunisia nella nostra regione nel 2015 occorre evitare l’errore di un accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017. A sottolinearlo è la Coldiretti Marche dopo che il Parlamento Europeo ha modificato la proposta iniziale della Commissione rimandando il provvedimento di via libera alle agevolazioni all’esame del Consiglio Europeo.

Il nuovo contingente agevolato da 35mila tonnellate andrebbe ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi “agevolati” sul mercato comunitario oltre quota 90mila tonnellate. Il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura, dopo il disastro del 2014, è il moltiplicarsi di frodi.

Gli oli di oliva importati vengono, denuncia Coldiretti, spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori locali e dei consumatori. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le aziende olivicole nelle Marche sono circa 22.000 su una superficie di circa 10mila ettari di oliveti, con 160 frantoi attivi.

Per quanto riguarda il biologico, le aziende sono 1.000, per una superficie di circa 1.600 ettari. Il valore della produzione olivicola marchigiana è di 20 milioni di euro, mentre quello dell’export ammonta a 2 milioni di euro. Le Marche vantano anche due Dop nel settore olivicolo (Olio di Cartoceto Dop e Oliva Ascolana del Piceno Dop).

 

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