Sanità, il Pd di Ancona con Ceriscioli: “Presidente, vada avanti con le riforme”

Sanità, il Pd di Ancona con Ceriscioli: “Presidente, vada avanti con le riforme”

Sanità, il Pd di Ancona con Ceriscioli: “Presidente, vada avanti con le riforme ” Sanità, il Pd di Ancona con Ceriscioli: “Presidente, vada avanti con le riforme” - ancona 2016ANCONA – “Presidente, vada avanti con le riforme, il partito è con lei“. È questo il messaggio di fermo sostegno che il segretario provinciale della Federazione Pd di Ancona, Fabio Badiali, ha rivolto al Presidente della Regione Marche nel corso della Direzione provinciale del partito, tenutasi ieri sul tema della riforma sanitaria.

Una riunione, quella dell’organismo direttivo provinciale, a cui hanno preso parte il Presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli, il segretario regionale del Pd Marche, Francesco Comi, il Presidente della Commissione regionale Sanità, Fabrizio Volpini ed il Direttore generale dell’Asur, Alessandro Marini.

Vanno chiariti alcuni equivoci – ha spiegato Comi –, su cui si fonda l’azione politica dei detrattori del Pd. C’è chi accusa il presidente di aver tenuto per sé la delega alla sanità, senza nominare un assessore – è di questi giorni la critica mossa in tal senso da Ceroni (FI). Ma la scelta fatta da Ceriscioli, di gestire in prima persona la sfida della riforma sanitaria, è stata pienamente condivisa dal Pd. Quella della sanità è una riforma talmente complessa che solo l’assunzione diretta di responsabilità da parte della figura politica più forte l’avrebbe potuta garantire. Non è stata una scelta residuale, ma una scelta di coraggio e determinazione.

Un altro falso mito da sfatare – ha aggiunto Comi – è quello secondo cui il governo regionale ha un’ampia discrezionalità di scelta nella realizzazione della riforma sanitaria. No, gli spazi di manovra sono minimali e sono stati tutti consumati dal presidente per accogliere le istanze degli amministratori locali. Se entro il mese di febbraio non realizziamo questa riforma, perdiamo 110 milioni di euro di risorse nazionali legate al virtuosismo della nostra regione nella gestione delle risorse e nell’offerta dei servizi e non potremmo procedere con nuove, fondamentali, assunzioni.

Ho sentito anche dire – ha detto Comi riferendosi ad un altro equivoco strumentalizzato da alcuni – che questa riforma si fa per tagliare le spese. Ma questa è un’errata convinzione delle opposizioni. Non solo non risparmiamo con questa riorganizzazione sanitaria, ma aumentiamo i costi. Ad esempio, a Loreto si investiranno 38 mila euro in più, a Chiaravalle 117 mila, a Sassoferrato ci sarà un incremento di risorse di oltre 400 mila euro. Questa, infatti, è una riforma che qualifica i servizi e, come tale, richiede più risorse.

La vera differenza alla base della riforma sanitaria – ha spiegato il Presidente Ceriscioli – è che le strutture ospedaliere saranno trasformate in strutture territoriali, con il mantenimento e, anzi, la qualificazione dei servizi. Dobbiamo spostare il punto di vista: non ragionare più per strutture, in modo conservativo, ma per servizi, su un sistema, cioè, che incrementi e incentivi la risposta ai bisogni delle persone. Va organizzata una rete che garantisca a tutti i cittadini tempi di risposta efficaci in strutture adeguate.

Dal punto di vista delle risorse – ha aggiunto il Presidente della Regione – non siamo in periodo di risorse crescenti, ma non siamo neanche in un precipitare di risorse. Sta a noi con la riorganizzazione della risposta riuscire a far fronte a bisogni. Dobbiamo garantire prestazioni, indirizzo, ruolo, facendo sentire al territorio, specie alle aree interne, che strutture e servizi sono disponibili. E le scelte infrastrutturali devono anche accompagnare la scelta ottimale delle risposte.

Quindi il Presidente Ceriscioli ha passato in rassegna la situazione delle varie strutture ospedaliere della regione: “Quanto al Salesi, il nuovo pediatrico sarà costruito in prossimità dell’ospedale regionale, con ostetricia e ginecologia al sesto piano di Torrette. Per la realizzazione del nuovo Inrca, dopo varie battute d’arresto, adesso è subentrata la nuova azienda e tutto dovrebbe procedere per il meglio. A Fabriano stiamo verificando la possibilità di attivare l’Area Funzionale Omogenea, alcune strade sono percorribili, altre no. Ad ogni modo, si tratta di una misura di accompagnamento alla chiusura dei punti nascita e non va a cambiare la natura della scelta che abbiamo fatto. Su Marche Nord stiamo lavorando per trovare una nuova sintesi; in provincia di Macerata si dovrà scegliere tra il mantenimento della struttura di Civitanova e quella del capoluogo; stesso discorso nel Piceno dovrà farsi tra l’ospedale di Ascoli e quello di San Benedetto, mentre a Fermo si realizzerà il nuovo ospedale”.

Ceriscioli ha tenuto anche a sottolineare l’importanza di poter procedere, a fine febbraio, con le nuove assunzioni: “Se non facciamo assunzioni – ha detto – non garantiamo i turni. Se non garantiamo i turni, perdiamo i posti letto. E se perdiamo i posti letto, perdiamo i servizi”.

Il Presidente ha, quindi, ricordato come il legislatore, con l’ultima finanziaria, ha stabilito che già da quest’anno gli ospedali di Torrette, di Marche Nord e l’Inrca saranno valutate non solo in base al budget – come avvenuto finora, metodo in base a cui si chiedeva un allineamento risorse-produzione –, ma anche in relazione alla quantità e alla qualità delle risposte fornite, in termini di servizi. “Il prossimo anno – ha precisato il Presidente – questo meccanismo si applicherà a tutte le strutture ospedaliere e non sarà possibile fare un piano di rientro là dove non c’è. Proprio per questo, alcune strutture probabilmente dovranno chiudere, al di là della riforma sanitaria che stiamo attuando”.

Il Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini, ha voluto sottolineare la necessità di un cambio di paradigma, in relazione al mutamento della società, sempre più longeva e, dunque, più incline alla cronicità dei problemi e ha ricordato come in campo sanitario ci sono tanti altri problemi su cui bisognerebbe concentrarsi, al di là della riforma, come le cure palliative, la legge sul diabete, la legge sull’autismo, le cure intermedie, i disturbi alimentari e le liste d’attesa. Obiettivi importanti, come evidenziato da Volpini, che devono essere raggiunti se si vogliono fornire risposte ai bisogni veri dei cittadini.

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