Ecco le imprese del futuro: innovative e attente al cambiamento

Ecco le imprese del futuro: innovative e attente al cambiamento

MarcoliniPancaniVignoniMastrofolla1ANCONA – Storie di imprese attente al cambiamento, tra tradizione e innovazione. Le ha presentate la Confartigianato nel corso di una tavola rotonda che ha visto riuniti imprenditori, rappresentanti delle Istituzioni ed Università ad Ancona presso la sede Istao.

Un confronto per capire dove sta andando l’artigianato, in particolare quello manifatturiero, e quali sono oggi e per il prossimo futuro le prospettive per le nostre piccole imprese, moderato dal giornalista Andrea Pancani, Vicedirettore del Tg La 7 e conduttore della trasmissione Coffee Break, al quale sono intervenuti Pietro Marcolini Presidente Istao, Sauro Vignoni membro giunta Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, il prof. Gian Luca Gregori Pro Rettore Università Politecnica Marche, Antonio Mastrovincenzo Presidente Consiglio Regionale Marche, Graziano Sabbatini imprenditore moda e membro giunta Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, Andrea Rossi Responsabile Innovazione Confartigianato, Enrico Quintavalle Direttore Ufficio Studi Confartigianato nazionale, Fabiana Screpante Ufficio Studi Confartigianato Marche.

La ricerca nazionale presentata nel corso dell’incontro proprio dall’Ufficio Studi della Confartigianato ha inquadrato il carattere, i punti di forza e le leve strategiche del manifatturiero marchigiano, settore per il quale la nostra è la prima regione d’Italia in termini di quota di occupati nel comparto sul totale dell’occupazione con il 30,0% a fronte del 20,2% (media nazionale). Anche la Provincia di Ancona spicca in questo contesto: secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentati nel corso della tavola rotonda un occupato su quattro lavora nel manifatturiero, quota che colloca il territorio al secondo posto in Italia tra le province capoluogo di regione.

Tra gli ostacoli per le imprese manifatturiere della nostra regione, il report della Confartigianato elenca il ritardo nella ripresa del credito che, pur segnando un recupero, vede la dinamica rimanere in territorio negativo, con performance peggiore della media nazionale e con effetti negativi su investimenti, innovazione, produttività ed occupazione; la pressione fiscale con una maggiore tassazione di 18,4 punti percentuali rispetto a quella dei competitor sui principali mercati di destinazione dell’export di MPI e con l’Irap che si mantiene su livelli superiori alla media;  la minaccia della contraffazione: la nostra regione risulta al 2° posto in Italia per quota dell’artigianato manifatturiero esposto.

Aziende che guardano al futuro con un occhio attento al cambiamento: nelle Marche le micro imprese che hanno introdotto innovazioni sono il 28,5% del totale delle imprese attive che hanno tra 3 e 9 addetti. Nel corso del summit della Confartigianato sono stati presentati i casi di diverse imprese artigiane, che hanno introdotto delle innovazioni all’interno della propria attività, e i risultati di un’indagine sui fattori di competitività che consentono alle aziende di resistere sul mercato. Sono state ascoltate le testimonianze degli imprenditori e quindi analizzate con i rappresentanti delle Istituzioni e del mondo accademico le linee guida e le azioni più idonee da realizzare per la difesa e lo sviluppo del settore.

Ripartire dal manifatturiero significa rilanciare la crescita perché questo comparto rappresenta l’asset più importante della economia territoriale. Il nostro modello di sviluppo non può prescindere dalla piccola imprenditoria manifatturiera, quella che non delocalizza e contribuisce a preservare il tessuto produttivo.

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