Il Giorno della Memoria celebrato in Consiglio regionale
ANCONA – “Ricordare il passato per poter fare le scelte giuste nel presente”. E’ con queste parole che il Presidente dell’Assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo chiosa il suo intervento di saluto nell’ambito delle celebrazioni che il Consiglio regionale delle Marche dedica oggi, in seduta aperta, al Giorno della Memoria. “Una ricorrenza sempre viva e toccante” – ha anche affermato Mastrovincenzo – “utile a soffermarci a riflettere sul valore della memoria in un quadro europeo ed internazionale sempre più complesso e delicato”. Il Consiglio regionale, per l’occasione, ha voluto lasciare spazio al dialogo e alle testimonianze. Ad intervenire, Sami Modiano, reduce dal campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, e Marcello Pezzetti, direttore della Fondazione Museo della Shoah di Roma, ai quali è andato il ringraziamento e il saluto del Presidente Mastrovincenzo, anche a nome dell’intera Aula consiliare. Rivolgendosi in modo particolare ai giovani, il prof. Pezzetti li ha invitati ad immedesimarsi nei giovani ebrei di allora, deportati nei campi dopo essere stati privati di tutto. “L’incontro con la storia – ha detto – è un incontro con voi stessi”. Sami Modiano, in collegamento telefonico, ha ricordato i momenti terribili della sua prigionia “Sono sopravvissuto perché Qualcuno mi ha scelto per testimoniare ciò che è stato”. Successivamente, “protagonisti della Memoria” sono stati i giovani delle scuole marchigiane che hanno preso parte al concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”. Le loro voci, le loro letture e la presentazione dei loro progetti scolastici e dei loro video, che prossimamente saranno valorizzati dai canali comunicativi del Consiglio regionale, hanno arricchito la seduta, dimostrando che i veri destinatari dell’impegno comune delle Istituzioni nella promozione della cultura della conoscenza e della memoria di ciò che è stato sono proprio le nuove generazioni. Il Presidente Mastrovincenzo ha anche colto l’occasione per illustrare quale sia l’impegno del Consiglio per diffondere in maniera organica il tema e il valore della memoria a tutti i livelli, attraverso l’invito rivolto a tutti i sindaci delle Marche ad organizzare e a segnalare al Consiglio regionale le iniziative del “Giorno della Memoria”. “Siamo orgogliosi – ha inoltre affermato Mastrovincenzo – di avere dato un impulso alle attività anche attraverso la costituzione, per la prima volta, di un gruppo di lavoro per il “Giorno della Memoria”, di cui fanno parte la Comunità Ebraica di Ancona, l’Ufficio scolastico regionale, l’Istituto di Storia Marche, la Rete universitaria per il Giorno della Memoria, l’Anpi e l’Anci Marche”. Numerose, poi, le attività di coinvolgimento delle scuole e quelle culturali, con il patrocinio accordato a Convegni e concerti, in programma in questi giorni in tutta la regione.
“Questa cerimonia è oggi più che mai particolarmente significativa, perché gli anni trascorsi dall’approvazione della legge 211/2000, istitutiva della Giornata della Memoria, ci permettono di stilare un bilancio su come e quanto tale legge abbia inciso nella società civile e nella scuola, e abbia modificato atteggiamenti e comportamenti, restituendo al “ricordo” il suo autentico valore e un significato che va al di là della celebrazione e del rito“. E’ quanto ha detto il vice presidente del Gruppo consiliare del Partito Democratico, Fabio Urbinati, aprendo oggi il suo intervento in Aula, nella seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche dedicata alle celebrazioni in ricordo della Shoah.
“Sedici anni fa – ha ricordato Urbinati –, nello stesso anno in cui l’Italia sanciva il ruolo della memoria con questa legge approvata all’unanimità dal Parlamento, veniva solennemente proclamata la “Dichiarazione di Stoccolma”, sottoscritta anche dal nostro Paese, insieme ad altri Paesi fondatori dell’ITF (Task Force internazionale per l’insegnamento, la ricerca e la memoria della Shoah). Nella loro estrema sintesi – ha illustrato il Vice Presidente del Gruppo –, sia la nostra legge 211 sia la Dichiarazione di Stoccolma, hanno affidato agli uomini e alle donne del terzo millennio e, in particolare, alle nuove generazioni il compito di ricordare, con consapevolezza, un periodo oscuro e tremendo, non solo per le vittime, ma per la storia dell’intero genere umano. L’intento fu ed è quello di riaccendere la memoria non come gesto rituale, che rischia di scivolare nella ripetitività e nella banalizzazione, ma con il fine di spianare la strada verso lo sviluppo di una diversa convivenza civile.
Si trattava – ha aggiunto Urbinati citando Primo Levi –, di dar voce ai “sommersi”, a coloro che non ce l’hanno fatta, per i quali gli stessi sopravvissuti sentono ancora di dover portare la loro testimonianza. Il nuovo millennio, dunque – ha proseguito il vicecapogruppo Pd –, non casualmente, si apriva con l’istituzione di leggi che hanno sancito “La Giornata della Memoria” in quasi tutti i Paesi d’Europa e con una conferenza internazionale di grande prestigio che dichiarava “il proprio impegno a gettare i semi di un futuro migliore nel terreno di un amaro passato”, “affermando l’aspirazione comune dell’umanità alla reciproca comprensione e alla giustizia”. Tale impegno, ovviamente condiviso, include la commemorazione delle vittime e il tributo d’onore che va riconosciuto a coloro che seppero opporsi in modi diversi alla Shoah.
Poi un monito lanciato da Urbinati nel suo messaggio: “Non sono mancati in questi anni, e continuano ancora, episodi preoccupanti di nuovo negazionismo, antisemitismo, razzismo e xenofobia, non solo nei confronti degli ebrei. Questi episodi invitano a tenere alta la guardia, a fare attenzione al linguaggio, ad operare con accortezza per prevenire, ridurre e porre fine al reiterarsi di altra violenza.
Lo studio della Shoah – ha, quindi, concluso Urbinati – è una straordinaria occasione culturale e pedagogica per superare stereotipi e pregiudizi, per un impegno comune di solidarietà e di pace. È per tanto di grande attualità la frase di George Santayana (filosofo e scrittore della prima metà del ‘900) “chi non sa ricordare il proprio passato è condannato a ripeterlo”, che acquista significato nell’auspicio di un ricordo consapevole e critico“.
Queste le scuole vincitrici della XIV edizione del concorso scolastico nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, rivolto alle scuole di primo e secondo grado, promosso dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e in collaborazione con l’Unione delle Comunità ebraiche italiane. in Aula consiliare:
Istituto Comprensivo Monteprandone (AP)
Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Corinaldesi” di Senigallia (AN)
Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro
Istituto istruzione Superiore “Savoia Benincasa” di Ancona
Istituto istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” Civitanova Marche (MC)



